Terremoto a grande profondità nel Tirreno: epicentro al largo della costa della Calabria | DATI e MAPPA

Una scossa di terremoto si è verificata al largo della costa della Calabria alle 13:43 di oggi, sabato 25 aprile

Una scossa di terremoto si è verificata al largo della costa della Calabria alle 13:43 di oggi, sabato 25 aprile. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 3.7, con epicentro nel Mar Tirreno al largo della costa calabra nordoccidentale, in maniera indicativa davanti alla località di Paola (Cosenza). Il sisma è avvenuto a grande profondità, ben 272km, fattore che ha attenuato la propagazione delle onde sismiche in superficie.

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La sismicità dell’area tirrenica calabrese

La Calabria è una delle regioni d’Italia più attive dal punto di vista sismico, non per caso. Questa zona si trova in una posizione geologica complessa, al confine fra la placca europea e quella africana, due enormi lastre di crosta terrestre che si muovono lentamente una verso l’altra. Questo movimento continuo di compressione e trascorrenza genera tensioni nella crosta terrestre, che vengono rilasciate sotto forma di terremoti quando la roccia alla fine cede. È proprio per questi processi tettonici che l’Italia meridionale, e in particolare la Calabria, fanno parte di quella fascia del Mediterraneo descritta come un “hotspot” sismico europeo. La sismicità è concentrata lungo la catena appenninica e verso il confine con Sicilia e Tirreno, con un’attività che si manifesta tanto con scosse di lieve entità come quella odierna quanto con eventi molto più forti e distruttivi.

Nel caso di oggi, la scossa di magnitudo 3.7 con epicentro al largo della costa calabra nordoccidentale di fronte a Paola è stata registrata ad una profondità di circa 272km. Questa è una profondità piuttosto elevata rispetto agli eventi che causano danni in superficie. I terremoti profondi, pur potendo raggiungere magnitudo considerevoli, tendono a trasmettere meno energia alla superficie rispetto a quelli superficiali, e per questo spesso vengono avvertiti in forma lieve o non causano alcun danno significativo. La profondità determina anche il tipo di rottura e la modalità con cui le onde arrivano alla superficie, attenuandosi prima di raggiungere edifici e persone.

Nel complesso, nei dati sismici degli ultimi anni risulta che nella Calabria meridionale e nelle aree marine limitrofe si registrano decine di eventi superiori alla magnitudo 4 ogni anno, con picchi più forti ma relativamente rari. Già negli ultimi mesi, ad esempio, si sono avuti eventi con magnitudo compresa fra 4.4 e 5.1 nel territorio regionale e nelle acque tirreniche e ioniche.

 

Perché la Calabria è così “attiva”?

La chiave per comprendere l’attività sismica calabrese risiede nelle strutture tettoniche profonde e in un fenomeno noto come “Siculo‑Calabrian rift”, una zona di allungamento crostale che si estende dal Tirreno fino all’area tra Calabria e Sicilia. Questa struttura è responsabile di una grande quantità di movimenti della crosta terrestre che, nel tempo, hanno causato spostamenti e rotture di faglia. Lungo queste faglie si accumulano tensioni che vengono rilasciate improvvisamente sotto forma di terremoti di varia magnitudo.

Non solo: la presenza di un tratto di subduzione, dove la placca africana scivola sotto la placca europea, contribuisce ad aumentare la complessità geodinamica. Questo spiega perché, accanto a terremoti più profondi come quello di oggi, la regione può anche sperimentare scosse più superficiali e potenzialmente più distruttive.