Venerdì 24 aprile, alle ore 18:00, il Museo Mandralisca di Cefalù ospiterà la conferenza “Monitorare il mare, proteggere le coste. Scienza e tecnologia per il monitoraggio degli tsunami nel Mediterraneo”, promossa in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Nel corso dell’incontro, i ricercatori del Centro Allerta Tsunami (CAT-INGV) e del Centro di Monitoraggio delle Isole Eolie (CME-INGV) illustreranno i meccanismi di formazione degli tsunami, i potenziali impatti sulle aree costiere e i principali sistemi di sorveglianza e prevenzione attualmente operativi a livello internazionale.
Il Mediterraneo si conferma un’area ad alta complessità geofisica, dove la propagazione delle onde di tsunami può avvenire in tempi estremamente ridotti. Una caratteristica che ha reso necessario, negli ultimi anni, il potenziamento delle reti di monitoraggio e dei sistemi di allerta, con l’obiettivo di garantire maggiore tempestività ed efficacia nelle procedure di emergenza. In questa direzione si inseriscono anche le recenti attività dell’INGV che, nel 2025, ha contribuito all’installazione di 3 nuove boe per il rilevamento degli tsunami: una a Punta dei Corvi, a Stromboli, e 2 nel Mar Ionio, rispettivamente a circa cento chilometri dalle coste di Crotone e Siracusa. Le tecnologie adottate – basate su sensori ad alta risoluzione e sistemi di trasmissione dati in tempo reale – consentono un monitoraggio continuo del livello del mare, rafforzando in modo significativo i sistemi di allerta precoce, cruciali per la gestione del rischio tsunami lungo le coste.
L’appuntamento di Cefalù rappresenta dunque un’importante occasione di approfondimento sul rapporto tra ricerca scientifica e applicazioni operative nella tutela del territorio. Non solo: l’incontro si propone anche come momento di confronto con la comunità, sottolineando il ruolo centrale della partecipazione dei cittadini nella diffusione della consapevolezza su un rischio naturale ancora poco conosciuto.
