Con l’inaugurazione dell’Agri Research and Teaching Center al Campus Bio-Medico, prende forma un nuovo polo avanzato per l’innovazione agro-biotech, pensato come ponte tra università, imprese e istituzioni. Il centro si propone come un hub europeo di riferimento nell’ambito One Health, capace di coniugare ricerca, applicazione e impatto reale sui sistemi produttivi, sull’ambiente e sulla società. A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è stata Maria Siclari, Direttore Generale ISPRA, intervenuta al Campus Bio-Medico in occasione dell’inaugurazione dell’Agri Research and Teaching Center. Nel suo intervento, Siclari ha collegato il progetto a una visione ampia di futuro, fondata sulla responsabilità ambientale e sull’innovazione al servizio delle persone e del pianeta.
“Con l’inaugurazione dell’Agri Research and Teaching Center apriamo la strada a un’idea di futuro fondata su sostenibilità, innovazione e tutela delle risorse. Viviamo in un mondo interconnesso. Ambiente, uomo e sistemi produttivi sono legati da un filo unico. È il paradigma One Health, che qui diventa metodo di lavoro quotidiano. In questo Center, ricerca, didattica e produzione si incontrano per promuovere concretamente i principi dell’economia circolare: dal recupero degli scarti agricoli al riutilizzo delle risorse, fino alla lotta contro lo spreco alimentare. Per questo il Center fa propri i valori della campagna ‘Facciamo Circolare realizzata da ISPRA in collaborazione e con il finanziamento del MIMIT’, con l’obiettivo di trasformare idee e buone pratiche in opportunità concrete per le persone e per il pianeta”.
One Health come metodo di lavoro quotidiano
Il nuovo Agri Research and Teaching Center si inserisce pienamente nel paradigma One Health, una prospettiva che riconosce l’interdipendenza tra ambiente, salute umana e sistemi produttivi. Nel contesto del Campus Bio-Medico, questo approccio non resta un principio teorico, ma diventa un vero metodo operativo, orientato a tradurre la conoscenza scientifica in soluzioni concrete.
L’idea centrale è che la sostenibilità non possa essere affrontata per compartimenti separati. La gestione delle risorse, la qualità dei processi agricoli, la riduzione dello spreco alimentare e il recupero degli scarti sono elementi di un unico sistema. È su questo terreno che il Center intende costruire un modello di lavoro integrato, capace di generare benefici sia per le filiere produttive sia per l’ambiente.
Economia circolare e recupero degli scarti agricoli
Uno degli assi principali del progetto riguarda la promozione dell’economia circolare. Nel Center, ricerca, didattica e produzione vengono chiamate a collaborare per trasformare gli scarti agricoli in nuove opportunità, favorire il riutilizzo delle risorse e contrastare in modo concreto la dispersione di valore lungo le filiere.
Il recupero degli scarti agricoli, il riuso delle materie e la lotta contro lo spreco alimentare sono indicati come ambiti chiave dell’attività del nuovo polo. L’obiettivo è contribuire a un modello produttivo più efficiente, in cui le risorse vengano valorizzate e reinserite nei processi, riducendo l’impatto ambientale e rafforzando la sostenibilità complessiva del sistema agroalimentare.
Il legame con la campagna Facciamo Circolare
L’iniziativa si collega anche ai valori della campagna Facciamo Circolare, realizzata da ISPRA in collaborazione e con il finanziamento del MIMIT. Il riferimento, richiamato da Maria Siclari nel suo intervento, evidenzia la volontà di trasformare principi, idee e buone pratiche in azioni capaci di produrre effetti concreti.
In questa prospettiva, l’Agri Research and Teaching Center diventa uno spazio in cui i temi della sostenibilità ambientale, dell’innovazione agricola e dell’economia circolare possono essere sviluppati in modo operativo, con il coinvolgimento di competenze diverse e con un’attenzione diretta all’impatto sulle persone e sul pianeta.
Un ponte tra università, imprese e istituzioni
Il Center nasce come infrastruttura avanzata per favorire il dialogo tra università, imprese e istituzioni. Questa funzione di ponte è uno degli elementi centrali del progetto, perché permette di connettere la produzione di conoscenza con le esigenze dei territori, dei sistemi produttivi e delle politiche pubbliche.
Nel nuovo hub agro-biotech europeo, l’innovazione non viene presentata come un obiettivo astratto, ma come uno strumento per affrontare questioni concrete: la tutela delle risorse, l’uso efficiente dei materiali, la riduzione degli sprechi, la valorizzazione degli scarti e la costruzione di filiere più resilienti. È in questo intreccio tra ricerca e applicazione che il Center punta a produrre un impatto reale.
Un hub europeo per ricerca, applicazione e impatto reale
L’Agri Research and Teaching Center si candida dunque a essere un punto di riferimento europeo nell’ambito agro-biotech e One Health. La sua missione è coniugare ricerca, formazione e produzione, creando un ambiente in cui l’innovazione possa essere sperimentata, insegnata e applicata.
L’inaugurazione al Campus Bio-Medico segna l’avvio di un percorso che mette al centro la sostenibilità, la tutela delle risorse, l’economia circolare e il contrasto allo spreco alimentare. Un progetto che, nelle parole di ISPRA, punta a trasformare idee e buone pratiche in opportunità concrete per le persone e per il pianeta.

Le dichiarazioni

“Si tratta di un tema fondamentale per il settore agricolo, perché investire nella ricerca è essenziale per aumentare non solo la capacità produttiva, ma soprattutto la qualità dei prodotti. Questo è l’aspetto più importante”, ha detto Giorgio Salvitti, consigliere del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Credo che la direzione intrapresa sia quella giusta e i risultati ci stanno dando ragione: le aziende agricole che hanno già investito nell’innovazione stanno registrando un raddoppio della capacità produttiva per ettaro. È un dato molto significativo, che dimostra come questi investimenti possano garantire anche un importante ritorno economico per le imprese agricole. Per questo è giusto sostenerle, sia dal punto di vista della qualità del prodotto sia sotto il profilo economico. Il ricambio generazionale e la ricerca, come le tecniche di evoluzione assistita e l’Intelligenza Artificiale, aiuteranno questo settore ad avanzare ancora di più sui mercati internazionali'”.
Per Giancarlo Righini, assessore all’Agricoltura e Sovranità alimentare della Regione Lazio “l’Agri Research and Teaching Center è un’iniziativa strategica che valorizza il potenziale della Regione Lazio nei settori dell’innovazione agro-biotech, della sostenibilità e della ricerca applicata. Investire in tecnologie avanzate, agricoltura sostenibile e formazione significa rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo e creare nuove opportunità per giovani, imprese e territorio. Il progetto del Campus Bio-Medico interpreta concretamente la visione One Health, integrando sviluppo scientifico e tutela ambientale in una prospettiva di crescita sostenibile e internazionale”.
Titti Di Salvo, presidente del Municipio IX, ha sottolineato come “l’inaugurazione dell’Agri Research and Teaching Center rappresenti un risultato importante per il territorio del Municipio IX e per tutta la città di Roma e per il nostro territorio. Un progetto con visione sociale che mette al centro innovazione, sicurezza alimentare, formazione e salute, rafforzando il ruolo del Campus Bio-Medico come punto di riferimento per la ricerca e lo sviluppo di modelli orientati alla sostenibilità umana integrale. La collaborazione tra istituzioni, università e imprese è la strada giusta per costruire comunità capaci di affrontare le grandi sfide del nostro tempo”.
Secondo Carlo Tosti, presidente Università Campus Bio-Medico e Fondazione Policlinico UCBM, “questa è una giornata importante perché dà concretezza ai tanti impegni e annunci sul tema della sostenibilità e del progetto One Health. Come Campus Bio-Medico siamo da sempre attivi e propositivi nel promuovere l’innovazione tecnologica al servizio del pianeta e della tutela dell’ambiente. Oggi presentiamo diverse soluzioni tecnologiche che, attraverso sistemi acquaponici e idroponici, offrono applicazioni concrete capaci di rendere più sostenibile la vita quotidiana e il futuro del nostro pianeta. Questa è la direzione giusta: un percorso che unisce innovazione, sostenibilità e responsabilità. Inoltre, l’iniziativa ha anche un importante valore didattico e formativo, perché contribuisce a sensibilizzare e coinvolgere le nuove generazioni su temi fondamentali per il futuro”.