La situazione meteorologica attuale sulla nostra Penisola sta registrando dinamiche decisamente insolite per il periodo primaverile. Nella giornata di oggi, sabato 16 maggio, il forte maltempo sta sferzando gran parte del Paese, portando addirittura nevicate a bassa quota sui rilievi alpini e appenninici rispetto a quelle che dovrebbero essere le normali medie stagionali. Molti cittadini avvertono una sensazione di freddo pungente, ma è fondamentale chiarire un concetto scientifico essenziale. Non si tratta di un freddo assoluto per l’organismo umano, bensì di un freddo relativo alle medie del periodo. Dal punto di vista climatologico, l’Italia si trova attualmente in una vistosa anomalia termica negativa, con temperature comprese ovunque tra 7 e 10 gradi sotto le medie storiche. Questo significa che, sebbene le temperature all’alba siano scese sotto lo zero termico provocando estese gelate nei fondovalle e sulle colline del Nord Italia, i valori registrati in pieno giorno ricordano da vicino il clima invernale. I dati registrati oggi in pieno giorno parlano chiaro: abbiamo una massima di appena +10°C a Bologna, un valore di +9°C a Viterbo e un termometro che non supera i +14°C a Bari. Queste temperature sarebbero considerate assolutamente normali nel mese di febbraio, nel cuore dell’inverno, e testimoniano l’eccezionalità di questa configurazione atmosferica.
Il picco del maltempo e la temporanea tregua domenicale
Fortunatamente, l’apice di questa severa ondata di aria fredda e perturbata sta per esaurirsi. La giornata odierna rappresenta infatti l’ultimo atto del maltempo estremo su scala nazionale. Per domani, domenica 17 maggio, le previsioni meteo indicano un netto e generale miglioramento delle condizioni atmosferiche, con ampie schiarite che regaleranno una domenica più asciutta su quasi tutte le regioni, sebbene i termometri faticheranno ancora a risalire in modo significativo nei valori minimi. Questa tregua sarà però di breve durata e richiederà la massima attenzione già dall’inizio della nuova settimana.
Lunedì di supercelle e tornado prima di una nuova fase instabile
La giornata di lunedì 18 maggio si preannuncia infatti altamente rischiosa per alcune macroregioni. Una nuova e profonda perturbazione atlantica si abbatterà sul cuore del continente europeo e finirà per sfiorare marginalmente anche il Nord Italia. L’ingresso di questa massa d’aria instabile provocherà il richiamo di correnti umide che, scontrandosi con il suolo più caldo, innescheranno violenti temporali pomeridiani. Gli esperti avvertono del rischio concreto di fenomeni meteorologici estremi come supercelle, intense grandinate e persino lo sviluppo di tornado localizzati nelle aree pianeggianti settentrionali. Questa fase di accesa instabilità atmosferica non si esaurirà rapidamente, poiché sia martedì 19 maggio sia mercoledì 20 maggio il transito di impulsi perturbati continuerà a mantenere il meteo fortemente instabile e capriccioso su tutto il territorio nazionale, costringendo ancora una volta a tenere l’ombrello a portata di mano.
L’Italia si divide in due tra anticiclone africano e correnti balcaniche
Successivamente a questa fase ciclonica, lo scenario meteorologico italiano subirà una clamorosa e netta metamorfosi, spaccando letteralmente in due la Penisola. Al Nord, e in particolar modo sui settori del Nord-Ovest, farà il suo ingresso trionfale l’anticiclone subtropicale africano. Questa figura di alta pressione garantirà il ritorno del sole stabile, di un clima mite e di un progressivo aumento delle temperature. I valori massimi si attesteranno finalmente nella norma per il periodo, oscillando stabilmente tra +25°C e +26°C, garantendo una piacevole percezione di caldo primaverile senza però sfociare in eccessi fastidiosi o ondate di calore fuori stagione. La situazione sarà completamente opposta per le regioni del Sud Italia. Il Meridione continuerà infatti a essere bersagliato da un flusso di instabilità di provenienza balcanica. Questo determinerà la persistenza di temperature più fresche, costantemente inferiori rispetto alla media stagionale, e favorirà lo sviluppo quotidiano di forti temporali pomeridiani, che colpiranno in modo puntuale soprattutto le zone interne dell’Appennino e le aree limitrofe.
La mappa sinottica per la notte tra giovedì 21 e venerdì 22 maggio illustra la nuova configurazione europea, con l’Anticiclone africano in risalita dal Marocco verso l’Europa occidentale tramite la penisola Iberica, e l’aria ancora fredda e umida che dai Balcani alimenterà maltempo al Centro/Sud Italia intorno ad un ciclone sul mar Jonio:
Un mese di maggio da record storico per il freddo in Italia
Guardando al quadro complessivo e alle proiezioni a lungo termine, l’andamento mensile appare ormai segnato in modo inequivocabile. Il mese di maggio si avvia a concludersi sull’Italia con anomalie negative storiche rispetto alle medie climatologiche di riferimento. Il deficit termico accumulato nella prima metà del mese e la persistenza di queste correnti fresche nella seconda parte potrebbero consacrare questo periodo negli annali della meteorologia italiana. Se le attuali tendenze venissero confermate dalle analisi di fine mese, potremmo trovarci di fronte al mese di maggio più freddo degli ultimi 40 anni, un evento climatico di portata straordinaria che ribalta completamente il trend dei recenti anni caratterizzati da precoci calure estive.
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