Gli appassionati di astronomia si preparano a volgere lo sguardo verso il cielo notturno il prossimo 31 maggio 2026 per assistere a un evento che, nel linguaggio comune, evoca rarità: la Luna Blu. Nonostante il nome suggestivo, il nostro satellite non si tingerà affatto di sfumature cerulee, mantenendo il suo classico splendore bianco-argenteo. Si tratta invece di una discrepanza affascinante tra il calendario solare e quello lunare, che porta alla comparsa di una 13ª Luna piena nell’arco di un singolo anno. Questo fenomeno si verifica mediamente ogni 2 o 3 anni e rappresenta un momento speciale per comprendere meglio i ritmi celesti che governano il nostro sistema. Mentre la Luna completa la sua orbita attorno alla Terra in circa 29 giorni e mezzo, i nostri mesi terrestri non si allineano perfettamente, creando questo surplus luminoso.
Due definizioni per un unico evento
L’appuntamento del 31 maggio rientra nella categoria della “Luna Blu mensile“, ovvero la seconda Luna piena che si manifesta all’interno dello stesso mese solare. Questa definizione è frutto di un curioso errore di interpretazione avvenuto nel 1946 sulla rivista Sky and Telescope, che fraintese le indicazioni più antiche contenute nel Maine Farmer’s Almanac del 1937. Originariamente, il termine indicava la 3ª Luna piena di una stagione che ne conteneva eccezionalmente 4. Entrambe le interpretazioni sono oggi accettate dalla comunità scientifica e dagli osservatori amatoriali. Quella che vedremo quest’anno è la conseguenza diretta di un anno solare che ospiterà 13 lunazioni totali invece delle consuete 12.
Dalla cenere del Krakatoa alla leggenda del XVI secolo
Storicamente, l’espressione “Luna Blu” risale al XVI secolo e veniva utilizzata per descrivere qualcosa di impossibile o assurdo. La percezione popolare cambiò drasticamente nel 1883, quando l’eruzione catastrofica del vulcano Krakatoa immise nell’atmosfera una tale quantità di ceneri e polveri da filtrare la luce lunare, rendendo il satellite visivamente blu per un lungo periodo. Al di là di questi eventi geologici straordinari, il fenomeno astronomico rimane una costante statistica piuttosto regolare. Tra il 1550 e il 2650 sono stati calcolati oltre 400 eventi di questo tipo, confermando che la rarità è un concetto relativo quando si parla di meccanica celeste. Nel 2027, ad esempio, avremo una Luna Blu stagionale il 20 maggio, bissando lo spettacolo dell’anno precedente.
Verso il 2028: la Super Luna di Sangue
L’evento più atteso del prossimo futuro è però previsto per il 31 dicembre 2028, una notte di San Silvestro che promette di essere indimenticabile per gli osservatori del cielo. In quella data si verificherà una combinazione eccezionale: una Luna Blu che sarà contemporaneamente una Superluna, apparendo più grande a causa della vicinanza alla Terra, e protagonista di un’eclissi totale. Durante la fase di totalità, il satellite assumerà una colorazione rossa intensa dovuta alla rifrazione atmosferica, creando uno spettacolo cromatico.
