Atteso oggi il passaggio di due asteroidi vicino alla Terra: entrambi di dimensioni simili a quello di Chelyabinsk

Il fenomeno è definito "piuttosto raro" dal Laboratorio di Astronomia Solare dell'Accademia delle Scienze della Russia

Due asteroidi di dimensioni paragonabili a quelle della Meteora di Chelyabinsk passeranno oggi in prossimità della Terra, in un fenomeno definito “piuttosto raro” dal Laboratorio di Astronomia Solare dell’Accademia delle Scienze della Russia. In un messaggio pubblicato su Telegram, il centro di ricerca ha parlato ironicamente di due “Meteore di Chelyabinsk”, riferendosi agli asteroidi 2026 JH2 e 2026 KB, scoperti solo pochi giorni fa, rispettivamente il 10 e il 13 maggio. Secondo gli scienziati, entrambi misurano circa 20 metri di diametro e sono quindi quasi gemelli del corpo celeste che il 15 febbraio 2013 esplose sopra la regione russa di Chelyabinsk, causando migliaia di feriti e danni diffusi. Quel meteorite è considerato il più grande oggetto ad aver colpito la Terra nel XXI secolo.

L’asteroide 2026 KB, leggermente più piccolo, raggiungerà la minima distanza dal nostro pianeta oggi alle 17.15, transitando a circa 230mila chilometri. Il secondo, 2026 JH2, un po’ più grande, passerà ancora più vicino alle 23, a una distanza di circa 91mila chilometri. Secondo il laboratorio russo, si tratta del passaggio più ravvicinato osservato quest’anno per un oggetto di tali dimensioni.

Nessun pericolo per la Terra

Gli esperti hanno comunque escluso qualsiasi rischio per la Terra. “Entrambi i corpi non rappresentano alcun pericolo“, ha assicurato il laboratorio, sottolineando che, a poche ore dal passaggio, nessuna forza naturale – “salvo un intervento divino” – potrebbe modificarne la traiettoria e dirigerli verso il pianeta.

Grazie alla sua minore distanza, 2026 JH2 potrebbe essere osservato dalla Terra con strumenti semiprofessionali, come telescopi con ingrandimento di almeno 12 volte, anche se l’elevata velocità del corpo celeste renderà difficile seguirlo. “Salutiamo oggi queste rocce e attendiamo con entusiasmo i nostri prossimi visitatori“, hanno concluso scherzosamente i ricercatori russi.