La primavera italiana sta vivendo un vero e proprio cortocircuito climatico che culminerà nel corso di questa notte. Stiamo assistendo a un fenomeno meteorologico di portata straordinaria, sospinto da una circolazione d’aria fredda di origine polare che – a fasi alterne, nel corso degli ultimi giorni – ha letteralmente spazzato via ogni parvenza stagionale. L’Italia intera si trova immersa in un freddo che non accenna a mollare la presa, prolungando una fase anomala che dura ormai da una settimana intera. Le temperature sono crollate ben al di sotto delle medie del periodo, nelle ultime ore tra 7 e 10°C sotto la norma, lasciando interdetta la popolazione e creando non pochi problemi al comparto agricolo, colto di sorpresa da questa tardiva ondata invernale.
Dalle gelate tardive in montagna al tracollo termico in pianura
Questo scenario non nasce all’improvviso, ma è il risultato diretto di un’ondata di maltempo che ha flagellato la penisola nei giorni scorsi con nubifragi, numerose trombe d’aria, temporali e nevicate a quote insolite. Sulle Alpi e lungo l’intera dorsale dell’Appennino abbiamo già registrato pesanti gelate tardive con temperature eccezionali per la metà di maggio, capaci di portare il termometro sotto lo zero e ghiacciare la vegetazione a quote collinari. Dopo le furiose raffiche di vento delle scorse ore, l’atmosfera si sta progressivamente stabilizzando, ma questo non significa affatto un ritorno al tepore. Al contrario, il venir meno della copertura nuvolosa sta amplificando la perdita di calore del suolo, preparando il terreno per una notte che si preannuncia storica dal punto di vista termometrico.
I rilevamenti delle ore 23:00: termometri in picchiata da Nord a Sud
A testimoniare l’eccezionalità di questa situazione sono gli ultimi rilevamenti meteorologici, scattati alle ore 23:00 di questa gelida notte tra sabato 16 e domenica 17 maggio. In alcune delle principali località collinari e pianeggianti si respirano temperature tipiche di inizio dicembre. Nelle città di Campobasso, L’Aquila, Gualdo Tadino e Arezzo il termometro segna già un incredibile valore di +7°C, una soglia quasi impensabile per il periodo. La colonnina di mercurio non sale di molto a Montefiascone e a Città di Castello, dove si registrano appena +8°C, mentre Spoleto e Terni si attestano su un rigido valore di +9°C. Anche le aree tradizionalmente più miti del versante tirrenico mostrano i segni di un clima anomalo evidente, con Grosseto, Volterra e Poggibonsi ferme a +10°C, seguite a ruota da Tivoli e dall’altopiano pugliese di Altamura con +11°C. Scendendo verso il Meridione e guardando ai dati lungo le coste, la situazione rimane insolitamente rigida, poiché Benevento e Martina Franca segnano +12°C, mentre Foggia e La Spezia resistono a +13°C. Persino la capitale, Roma, mostra una temperatura decisamente bassa per le ore notturne, fermandosi ad appena +14°C.
L’effetto dell’inversione termica nelle prossime ore
Il motivo per cui i termometri stanno scendendo così rapidamente risiede nelle attuali condizioni atmosferiche che stanno caratterizzando la penisola. Nelle ultime ore, i forti venti settentrionali che hanno accompagnato il fronte perturbato si stanno progressivamente calmando e i cieli si stanno rasserenando quasi ovunque. Questo mix di fattori è la ricetta perfetta per attivare il fenomeno dell’inversione termica. Senza lo schermo delle nuvole a trattenere il calore accumulato di giorno e in totale assenza di ventilazione che rimescoli gli strati d’aria, il calore del terreno si disperde rapidamente verso lo spazio. Di conseguenza, l’aria fredda, essendo più densa e pesante, si accumula nei bassi strati, specialmente nelle valli, nelle conche appenniniche e nelle pianure interne, determinando un ulteriore e drastico calo delle temperature nelle ore che ci separano dal mattino.
Cosa ci attende all’alba: le previsioni meteo per domenica 17 maggio
Le proiezioni per la fine della notte lasciano spazio a pochissimi dubbi sul fatto che ci attenda un risveglio da brividi. Le previsioni meteo domenica 17 maggio indicano chiaramente che le temperature minime eccezionali che si registreranno all’alba saranno tra le più basse mai documentate in questo periodo dell’anno in tutto il Paese, con il rischio concreto di sfiorare lo zero termico in pianura al Centro-Nord. Sarà necessario coprirsi adeguatamente e prestare massima attenzione alle possibili gelate da irraggiamento che potrebbero formarsi non solo in montagna, ma anche nelle vallate interne toscane, umbre e laziali. Ci troviamo di fronte a un evento meteorologico estremo nel suo segno opposto, una notte d’inverno pienamente inserita nel cuore della primavera che lascerà un segno indelebile negli annali climatici italiani.
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