Aumentare la presenza di verde urbano nelle città potrebbe ridurre le temperature fino a 3,5°C, con effetti positivi sulla salute dei cittadini, sulla qualità della vita nei centri urbani e sui consumi energetici, in una fase particolarmente delicata per l’economia europea, già sotto pressione a causa della crisi di Hormuz. È quanto evidenzia Coldiretti mentre l’Italia affronta una nuova ondata di calore: sono 12 i capoluoghi interessati dall’allerta arancione e la colonnina di mercurio ha già superato i +30°C, con valori destinati ad aumentare nei prossimi giorni.
A confermare il ruolo strategico del verde è una ricerca dell’Istituto di Bioeconomia del CNR, che mette in luce l’efficacia degli alberi nel contenere l’aumento delle temperature urbane e nel ridurre i costi energetici. Alle temperature record si accompagna infatti una crescita significativa dei consumi legati all’uso dei condizionatori, con un conseguente incremento delle emissioni che rischia di alimentare ulteriormente il fenomeno del riscaldamento globale.
I benefici sono concreti anche per le famiglie: secondo lo studio, una casa circondata da alberi può garantire un risparmio energetico compreso tra 80 e 200 euro l’anno. Le piante agiscono infatti come “condizionatori naturali”, grazie all’ombra prodotta e ai processi di traspirazione e fotosintesi del fogliame, contribuendo ad abbassare la temperatura dell’ambiente circostante. Un ruolo importante è svolto anche dalle aree agricole vicine ai centri urbani. Le cosiddette “cinture verdi” possono ridurre l’effetto dell’isola di calore urbana fino a 2-4°C nelle zone più prossime alle città.
Secondo Coldiretti, però, per ottenere risultati significativi è necessario incrementare in modo deciso gli spazi verdi urbani, che oggi rappresentano appena il 3% della superficie comunale dei capoluoghi italiani, sulla base dei dati Istat. Una situazione considerata critica soprattutto nei centri con una minore presenza di parchi e giardini, dove l’assenza di vegetazione contribuisce ad aumentare la temperatura media e ad aggravare i livelli di inquinamento.
I numeri evidenziano l’impatto positivo del verde anche sulla qualità dell’aria: una pianta adulta può assorbire tra i 100 e i 250 grammi di polveri sottili, mentre un ettaro di vegetazione è in grado di sottrarre fino a 20mila chilogrammi di anidride carbonica all’anno. L’investimento nel verde urbano, sottolinea infine Coldiretti, non avrebbe ricadute soltanto ambientali ma anche economiche. Secondo un’analisi del CNR, per ogni euro investito in interventi di forestazione urbana si potrebbero generare benefici ecosistemici compresi tra 1,3 e 3,07 euro.
