Il 2025 si conferma tra gli anni più caldi mai registrati, con temperature globali superiori di 1,4°C rispetto ai livelli pre-industriali. In Italia, i capoluoghi di regione hanno rilevato nel biennio 2022-2023 i valori termici più elevati dal 1971, accompagnati da un incremento degli eventi estremi: tra il 2000 e il 2024 si sono contati 188 eventi alluvionali e allagamenti nelle aree urbane, con Milano, Genova e Roma tra le città più esposte. In aumento anche il numero di giorni estivi e di notti tropicali. A renderlo noto è l’Istat nel Rapporto annuale 2026 presentato questa mattina alla Camera dei Deputati.
Istat: -39% emissioni da attività produttive tra 2008-2024
Nel periodo 2008-2024, le emissioni di gas serra delle attività produttive si sono ridotte del 39%, grazie al ricorso a tecnologie meno inquinanti e a minor intensità energetica e all’intensificarsi della terziarizzazione, rileva l’ultimo Rapporto annuale Istat. Nonostante il maggior ricorso alle fonti di energia rinnovabili, l’industria genera ancora oltre il 60% delle emissioni delle attività produttive, mentre il settore del turismo contribuisce per il 5,1% (al 2023), con un impatto riconducibile prevalentemente alla filiera del trasporto passeggeri.
“Il processo di terziarizzazione dell’economia ha giocato un ruolo determinante nella sostenibilità del sistema produttivo – osserva l’Istat – la transizione strutturale verso i servizi spiega circa 10 punti percentuali della riduzione complessiva delle emissioni tra il 2008 e il 2024″ del 39%; a questa si aggiunge “l’apporto dei miglioramenti tecnologici“. Un contributo “rilevante deriva anche dalla digitalizzazione: nel 2025 il 34,2% delle imprese italiane dichiara di utilizzare tecnologie Ict per ridurre i consumi (il 27,9% in relazione ai soli consumi energetici)“. A livello territoriale “le stime indicano che il 53% delle emissioni di gas climalteranti di industria e servizi è generato da unità locali ubicate nei comuni capoluogo, con una prevalenza nei centri del Nord”.
Istat: consumi energia -0,5% con Pil +0,8% nel 2024
Nel 2024 si consolida il disaccoppiamento tra crescita economica e pressione ambientale: a fronte di un aumento del Pil (+0,8% in volume), i consumi energetici flettono dello 0,5% e le emissioni di gas climalteranti diminuiscono del 2,8%. L’intensità energetica scende a 3,2 terajoule per milione di euro, confermando un progressivo miglioramento dell’efficienza del sistema produttivo.
