Entrare virtualmente nel corpo umano, osservare da vicino i meccanismi biologici e comprendere l’impatto concreto dei comportamenti sani o, al contrario, dei fattori di rischio. È questa la notizia al centro di “Colon VR-Prevention Lab. Oltre lo schermo, dentro la vita”, il progetto che utilizza la realtà virtuale per trasformare la prevenzione del tumore del colon-retto in un’esperienza immersiva, interattiva e ad alto impatto educativo. Attraverso l’uso di visori VR, l’iniziativa consente ai partecipanti di compiere un viaggio nella realtà virtuale interattiva alla scoperta del microbiota e delle trasformazioni del colon, con l’obiettivo di rendere più immediata, coinvolgente e duratura la comprensione dei processi legati alla salute intestinale e alla prevenzione oncologica.
Il progetto è stato presentato in anteprima questa mattina in Regione Lombardia, in occasione degli ESGE Days, l’appuntamento annuale della European Society of Gastrointestinal Endoscopy. A idearlo sono SIED, Società Italiana di Endoscopia Digestiva, e Osservatorio Metropolitano di Milano, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione del tumore del colon-retto, indicato come uno dei big killer oncologici.
Due percorsi: prevenzione primaria per gli studenti, screening per gli adulti
Il cuore di Colon VR-Prevention Lab è rappresentato da due percorsi distinti, pensati per pubblici diversi ma uniti dallo stesso obiettivo: rafforzare la cultura della prevenzione. Il primo percorso è rivolto agli studenti e si concentra sulla prevenzione primaria, con particolare attenzione ad alimentazione, attività fisica e stili di vita. L’intento è intervenire precocemente, parlando alle nuove generazioni con un linguaggio vicino alla loro esperienza e capace di mostrare in modo diretto gli effetti delle scelte quotidiane sulla salute.
Il secondo percorso è dedicato agli adulti e prosegue sul fronte della prevenzione secondaria, con informazioni su screening, diagnosi precoce ed eventuale resezione di polipi. Un passaggio considerato decisivo, perché può avere un grande impatto sul miglioramento dell’incidenza e della mortalità della malattia.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che molti fattori di rischio oncologico, come alimentazione scorretta, sedentarietà, abitudine al fumo o all’alcol, si sviluppano già in età adolescenziale. Per questo, spiegano i promotori, diventa fondamentale un intervento precoce, efficace e coinvolgente.
Tumore del colon-retto, un big killer con oltre 20mila decessi l’anno in Italia
Il progetto punta ad accendere i riflettori sul KCR, il tumore del colon-retto, una delle neoplasie con il più alto tasso di mortalità. In Italia, secondo quanto evidenziato dai promotori, la malattia fa registrare oltre 20mila nuovi decessi all’anno, con un tasso altissimo vicino al 50% e con un incremento anche tra i giovani.
Proprio la crescita della malattia nelle fasce più giovani rende più urgente un cambio di passo nella comunicazione sanitaria. Da qui la scelta di puntare sulla realtà virtuale, uno strumento capace di trasformare l’informazione in esperienza e di favorire un apprendimento attivo e duraturo.
Il progetto sarà messo a disposizione delle istituzioni, affinché possano utilizzarlo nelle loro iniziative educative e culturali. Si tratta dunque di un’iniziativa che integra educazione alla salute, innovazione tecnologica e promozione di stili di vita sani.
Fontana: tecnologia e sensibilizzazione per parlare ai giovani
A sottolineare il valore dell’iniziativa è il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha evidenziato il ruolo della prevenzione, dell’informazione e della diagnosi precoce nelle politiche sanitarie regionali.
“Regione Lombardia sta investendo con grande determinazione sul fronte della prevenzione, perché crediamo che informazione, educazione sanitaria e diagnosi precoce siano strumenti fondamentali per salvare vite umane e migliorare la qualità della vita dei cittadini – afferma il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – e iniziative innovative come “Colon VR-Prevention Lab” rappresentano un esempio concreto di come tecnologia e sensibilizzazione possano parlare in modo efficace soprattutto alle giovani generazioni, promuovendo corretti stili di vita e una maggiore adesione agli screening. Ringrazio SIED, Osservatorio Metropolitano di Milano, Fondazione Bambini Nel Cuore e tutti gli organizzatori per l’impegno e la qualità di un progetto che contribuisce a rafforzare la cultura della prevenzione sul nostro territorio”.
Le parole di Fontana mettono in evidenza uno dei punti chiave del progetto: la possibilità di usare la tecnologia immersiva non solo come strumento divulgativo, ma come leva per aumentare la consapevolezza e favorire una maggiore adesione agli screening.
SIED: colonscopia e screening possono ridurre casi e mortalità
Il presidente di SIED, Giuseppe Galloro, ha richiamato il ruolo centrale degli screening e della colonscopia nella lotta contro il tumore del colon-retto. Il KCR, ha spiegato, è una delle neoplasie che meglio risponde alle politiche di prevenzione organizzata. “Il KCR è in realtà una delle neoplasie che meglio risponde alla politica degli screening (attraverso lo strumento della colonscopia) – sottolinea il presidente SIED, Giuseppe Galloro – con una riduzione dei nuovi casi tra il 21% e il 33% e della mortalità di circa il 35% all’anno. Le armi che abbiamo a disposizione per combattere questa malattia sono lo screening, appunto, e la prevenzione primaria. In Italia purtroppo c’è un grande problema di efficacia degli screening che non riguarda, però, soltanto l’efficacia del sistema sanitario perché gli inviti allo screening raggiungono ormai oltre il 90% della popolazione (secondo i più recenti dati dell’Osservatorio nazionale screening) ma riguarda soprattutto le scelte di adesioni dei cittadini (in Italia ferme al 35,8%) ed è quindi un problema di natura educativa e culturale”.
La questione, secondo Galloro, non riguarda soltanto l’organizzazione sanitaria. Se gli inviti allo screening del colon-retto raggiungono ormai oltre il 90% della popolazione, il nodo resta l’adesione dei cittadini, ferma in Italia al 35,8%. Per questo il progetto punta anche a intervenire sul piano educativo e culturale, cercando di rendere più comprensibile l’importanza della diagnosi precoce.
De Albertis: un linguaggio innovativo per spiegare rischi, diagnosi precoce e screening
Per Carla De Albertis, coordinatrice del progetto per Osservatorio Metropolitano di Milano, la collaborazione con SIED nasce dalla necessità di utilizzare un linguaggio nuovo, capace di raggiungere anche i giovani e di spiegare con chiarezza gli effetti delle scelte quotidiane sulla salute.
“Grazie alla collaborazione con SIED – spiega Carla De Albertis, coordinatrice del progetto per Osservatorio Metropolitano di Milano – nasce questo progetto che utilizza in questo ambito un linguaggio innovativo adatto anche ai giovani tra i quali questo tumore è in preoccupante crescita a livello globale. L’obiettivo è illustrare in modo chiaro, immediato e ad alto impatto emotivo, gli effetti delle scelte quotidiane sulla salute e l’importanza degli screening e della diagnosi precoce. Nel frattempo stiamo studiando l’inserimento di “Colon VR-Prevention Lab” in progettualità già in essere e in altre allo studio. Questo è, inoltre, il primo step di un progetto di Osservatorio in collaborazione SIED sugli screening, con dati che saranno valutati e presentati a breve”.
La coordinatrice ha inoltre spiegato che si sta studiando l’inserimento di Colon VR-Prevention Lab in progettualità già esistenti e in altre ancora allo studio. L’iniziativa rappresenta anche il primo passo di un progetto dell’Osservatorio, in collaborazione con SIED, dedicato agli screening, con dati che saranno valutati e presentati a breve.
Lucchini: la realtà virtuale coinvolge studenti e famiglie nella cultura della salute
Anche Elena Lucchini, Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia, ha posto l’accento sul valore educativo del progetto e sulla capacità della realtà virtuale di coinvolgere studenti e famiglie.
“Promuovere la prevenzione significa investire concretamente nel futuro delle nuove generazioni – commenta Elena Lucchini, Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia – e progetti innovativi come ‘Colon VR-Prevention Lab’ testimoniano quanto sia importante utilizzare strumenti apprezzati dai più giovani per diffondere la cultura della salute e dei corretti stili di vita. La realtà virtuale rappresenta un’opportunità straordinaria per coinvolgere studenti e famiglie in un percorso educativo consapevole, capace di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e dell’adesione agli screening, fondamentali per contrastare il tumore del colon-retto. Grazie a chi ha costruito questa alleanza sociale rivolta ai ragazzi”.
Il riferimento agli studenti e alle famiglie conferma l’impostazione del progetto: non una semplice campagna informativa, ma un percorso educativo pensato per costruire consapevolezza fin dall’adolescenza, quando possono consolidarsi comportamenti a rischio come sedentarietà, fumo, alcol e alimentazione scorretta.
Innovazione, educazione sanitaria e prevenzione del colon-retto
Con Colon VR-Prevention Lab. Oltre lo schermo, dentro la vita, la prevenzione del tumore del colon-retto entra in una dimensione nuova, dove la comunicazione sanitaria non si limita a informare ma diventa esperienza diretta. La possibilità di osservare virtualmente il colon, il microbiota e le trasformazioni legate agli stili di vita rende più concreto un messaggio spesso percepito come distante, soprattutto dai più giovani.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la cultura della prevenzione primaria e della prevenzione secondaria, favorendo corretti stili di vita, maggiore attenzione agli screening e consapevolezza sull’importanza della diagnosi precoce. In un contesto in cui il tumore del colon-retto continua a rappresentare una delle principali emergenze oncologiche, il progetto promosso da SIED e Osservatorio Metropolitano di Milano propone un modello che unisce scienza, tecnologia e formazione.
La sfida, ora, sarà portare questa esperienza immersiva nelle iniziative educative e culturali delle istituzioni, trasformando la realtà virtuale in uno strumento concreto per salvare vite, aumentare l’adesione agli screening e diffondere una nuova consapevolezza sulla salute del colon-retto.
