E.ON Italia e Politecnico di Milano presentano un nuovo modello per misurare il costo sociale della CO₂

Il Social Cost of Carbon validato dal Politecnico di Milano traduce le emissioni in un valore economico di riferimento pari a circa 236 euro per tonnellata di CO₂

Una tonnellata di CO₂ non è soltanto un indicatore tecnico o un dato da inserire in una rendicontazione ambientale. È una misura che produce effetti nel tempo su territori, economie, salute, ecosistemi, comunità e stakeholder. Da questa consapevolezza nasce il nuovo modello di Social Cost of Carbon, sviluppato da E.ON Italia e dal Politecnico di Milano, presentato ieri a Milano con l’obiettivo di trasformare il modo in cui l’impatto delle emissioni viene misurato, compreso e interpretato. La notizia più rilevante è il passaggio da una lettura puramente ambientale della CO₂ a una valutazione economica e sociale dei suoi effetti.

Il modello, validato scientificamente, consente infatti di tradurre le tonnellate di anidride carbonica in un valore economico espresso in euro per tonnellata. In questo modo, un dato spesso percepito come astratto diventa più leggibile, confrontabile e utilizzabile nei processi decisionali di imprese, istituzioni e organizzazioni.

Il valore economico delle emissioni: 236 euro per tonnellata di CO₂

Il nuovo modello di Social Cost of Carbon individua un valore di riferimento pari a circa 236 euro per tonnellata di CO₂. La cifra può arrivare a circa 307 euro per tonnellata quando vengono considerate anche componenti intangibili come biodiversità, qualità della vita e tenuta sociale.

Non si tratta soltanto di una nuova metrica, ma di un cambio di prospettiva. Il modello consente di comprendere e confrontare gli impatti generati da scelte diverse, rendendo più trasparenti i trade-off e supportando imprese e istituzioni nelle decisioni strategiche e nella valutazione degli outcome. La misurazione non riguarda quindi solo il valore delle emissioni, ma anche gli effetti che queste generano nel tempo sui territori, sulle comunità e sugli stakeholder.

Dal NECR al costo complessivo dei danni

La metodologia è stata sviluppata a partire dal NECR, il Net Effective Carbon Rate, utilizzato come segnale economico già riconosciuto dal sistema. Il modello misura il divario rispetto al costo complessivo dei danni, integrando evidenze della letteratura scientifica, benchmark internazionali, scenari temporali e impatti non immediatamente monetizzabili.

Il lavoro validato dal Politecnico di Milano punta così a rendere più concreta la misurazione dell’impatto climatico. Attraverso il Social Cost of Carbon, le emissioni possono essere interpretate non solo come costo ambientale, ma come elemento capace di influenzare nel tempo sistemi economici, sociali e territoriali.

Una lingua comune per imprese, istituzioni e territori

Nel modello presentato da E.ON Italia e Politecnico di Milano, il Social Cost of Carbon diventa una vera e propria “lingua comune”. Il suo valore sta nella possibilità di offrire una base comparabile che, partendo da un indicatore centrale come la CO₂ evitata, consente di ampliare progressivamente l’analisi anche agli impatti sociali, economici e territoriali, mantenendo coerenza e confrontabilità.

Questa impostazione può aiutare imprese e istituzioni a leggere meglio le conseguenze delle proprie decisioni, valutando non soltanto quanto costa emettere, ma quale valore può essere generato evitando di farlo. Il passaggio è quindi dal costo al valore, e dalla CO₂ alle persone.

La tripla transizione: energetica, digitale e sociale

Il nuovo modello si inserisce in una visione più ampia di tripla transizione: energetica, digitale e sociale. È un passaggio che segna l’evoluzione dalla semplice misurazione delle attività alla valutazione dei cambiamenti generati. La sostenibilità, in questa prospettiva, non si limita alla rendicontazione, ma diventa uno strumento operativo per orientare priorità, investimenti e strategie.

“Oggi, nel contesto della transizione energetica, clienti e territori chiedono soluzioni sempre più accessibili, maggiore risparmio e più indipendenza energetica. Una transizione energetica efficace deve quindi andare oltre la sola dimensione ambientale, integrando innovazione, accessibilità e impatto sociale”, ha dichiarato Luca Conti, CEO di E.ON Italia. “In E.ON parliamo di tripla transizione – energetica, digitale e sociale – perché crediamo che la sostenibilità debba essere non solo misurabile, ma anche equa e inclusiva, che sia per tutti/e e a beneficio di tutti/e. Strumenti come il Social Cost of Carbon ci aiutano a tradurre gli impegni in scelte concrete, orientate a generare valore per le comunità, i territori e i nostri clienti”. 

L’evento al Politecnico di Milano

La presentazione del modello si è svolta presso il Politecnico di Milano, Campus Bovisa, nell’ambito dell’evento “Dalla CO₂ al valore sociale: come cambia la misurazione dell’impatto energetico”. L’incontro ha riunito rappresentanti del mondo accademico, aziendale e associativo, confermando il crescente interesse verso strumenti in grado di rendere la sostenibilità più concreta e integrata nei processi decisionali.

All’incontro hanno preso parte Luca Conti, CEO di E.ON Italia, Marco Grassi, Social Value & Decarbonisation Manager di E.ON Italia, il professor Mario Calderini e la professoressa Irene Bengo del Politecnico di Milano, Marco Stazi, Energy Manager di Siemens, e Valentina Langella, Presidente di Social Value Italia. La moderazione è stata affidata al professor Davide Chiaroni.

Decarbonizzazione e valore sociale

Per E.ON Italia, il modello rappresenta uno strumento per dare concretezza al valore della decarbonizzazione e per ampliare la lettura degli impatti generati dalle iniziative energetiche. L’obiettivo è superare una visione limitata alla sola riduzione delle emissioni, introducendo una prospettiva capace di collegare ambiente, società ed economia.

“Il Social Cost of Carbon fornisce concretezza al valore della decarbonizzazione e apre un ponte verso una lettura più ampia degli impatti sociali, economici e territoriali generati dalle nostre iniziative”, ha dichiarato Marco Grassi Social Value & Decarbonisation Manager di E.ON Italia.

La sostenibilità oltre il backlash

Il tema della misurazione dell’impatto arriva in una fase in cui la sostenibilità, dopo anni di forte centralità strategica, è stata attraversata anche da un momento di backlash. Proprio per questo, secondo il Politecnico di Milano, diventa necessario ritrovare una nuova integrità negli strumenti e negli approcci utilizzati per accompagnare la transizione.

“Negli ultimi anni la sostenibilità ha attraversato una fase di forte centralità strategica, seguita da un momento di backlash che ne ha messo in discussione priorità, strumenti e capacità trasformativa. Oggi è necessario ritrovarne una nuova integrità, riconoscendo che la transizione sostenibile non può essere affrontata con approcci lineari o semplificati. Strumenti come il Social Cost of Carbon aiutano a rendere più leggibili le complessità, i trade-off e le responsabilità che caratterizzano il cambiamento economico, industriale e sociale in corso”, ha dichiarato Mario Calderini, Professore di Management for Sustainability and Impact presso la School of Management del Politecnico di Milano.

La misurazione come infrastruttura decisionale

Uno degli aspetti centrali del modello riguarda il ruolo della misurazione. Misurare l’impatto significa rendere visibili fenomeni che altrimenti resterebbero marginali o difficili da integrare nelle scelte strategiche. Il Social Cost of Carbon diventa quindi uno strumento per introdurre nei processi decisionali dimensioni ambientali e sociali, comprese le questioni legate all’equità intergenerazionale.

“La misurazione dell’impatto non è mai neutra: ciò che scegliamo di misurare diventa visibile, prioritario e gestibile nei processi decisionali. Il lavoro sviluppato con E.ON sul Social Cost of Carbon nasce proprio dall’esigenza di integrare dimensione ambientale e sociale nella valutazione dell’impatto, introducendo anche elementi di equità intergenerazionale. In questo senso, la misurazione rappresenta una vera e propria infrastruttura decisionale, capace di orientare priorità e modelli di transizione”, ha affermato Irene Bengo, Professoressa di Global Sustainability and Impact presso la School of Management del Politecnico di Milano.

La prospettiva industriale di Siemens Italia

Il modello è stato letto anche come un passaggio importante per rendere misurabili impatti spesso invisibili e per integrarli nelle decisioni industriali di medio-lungo periodo. In questa prospettiva, il Social Cost of Carbon può contribuire a trasformare la sostenibilità da principio dichiarato a leva concreta di strategia.

“Attribuire un valore economico alla CO₂ attraverso il Social Cost of Carbon significa rendere misurabili impatti oggi invisibili. Il modello presentato aggiunge però un elemento che spesso mancava: la capacità di valorizzare questi impatti e integrarli nei processi per decisioni più consapevoli e responsabili nel medio-lungo periodo. Un passaggio fondamentale per trasformare la sostenibilità da principio dichiarato a leva concreta di strategia industriale”, ha evidenziato Marco Stazi, Energy Manager di Siemens Italia.

Il ruolo di Social Value Italia

Il confronto sul nuovo modello si inserisce anche nel percorso di promozione della cultura e degli strumenti di misurazione dell’impatto portato avanti da Social Value Italia. L’obiettivo è favorire un uso condiviso di strumenti come il Social Cost of Carbon, in modo che possano orientare decisioni strategiche tra attori diversi.

“In Social Value Italia lavoriamo da oltre dieci anni per promuovere la cultura e gli strumenti di misurazione di impatto come il Social Cost of Carbon, favorendo un confronto tra attori diversi che ne permetta l’uso condiviso, al fine di orientare le decisioni strategiche”, ha affermato Valentina Langella, Presidente di Social Value Italia.

Dalla rendicontazione alla valutazione degli outcome

In un contesto in cui la sostenibilità rischia spesso di restare confinata alla rendicontazione, il Social Cost of Carbon viene presentato come un passo avanti verso un approccio più concreto e operativo. Lo strumento consente di rendere l’impatto più comprensibile, supportare decisioni più consapevoli, orientare le priorità, rendere espliciti i trade-off e rafforzare la capacità di leggere gli impatti nel tempo.

Il cambiamento proposto riguarda quindi il modo stesso in cui imprese e istituzioni affrontano la transizione energetica. Non più soltanto come una sfida ambientale, ma come un percorso integrato capace di generare valore condiviso per l’economia e per la società. Cambiare il modo in cui si misura l’impatto significa, in definitiva, cambiare il modo in cui si prendono decisioni.

Social Cost of Carbon