L’Istituto di Meteorologia e Idrologia di Panama ha dichiarato lo stato di allerta in seguito all’avvio del fenomeno climatico El Niño, segnalando una probabilità superiore all’85% che le sue conseguenze continuino a influenzare il clima fino a tutto il 2026. Secondo le previsioni diffuse dall’ente, il riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico porterà a cambiamenti significativi nel regime delle piogge. Tra gli effetti attesi figurano una riduzione delle precipitazioni, un’estensione della stagione secca e un aumento generale delle temperature. Condizioni che, nel complesso, aumentano il rischio di siccità in diverse aree del Paese.
El Niño in arrivo, Panama corre ai ripari
Le autorità meteorologiche avvertono che queste variazioni climatiche potrebbero avere un impatto diretto su settori strategici. In particolare, vengono citate le risorse idriche, l’agricoltura, la produzione di energia idroelettrica e la salute pubblica, tutti ambiti vulnerabili a periodi prolungati di scarsità d’acqua e caldo intenso. Di fronte a questo scenario, l’istituto invita cittadini e imprese a mantenersi costantemente aggiornati attraverso i canali istituzionali e a mettere in atto misure preventive. L’attenzione si concentra soprattutto su un uso responsabile delle risorse idriche, considerato fondamentale per ridurre gli effetti più critici del fenomeno.
