Energia: prende avvio il Programma di Ricerca Nucleare

Attuato da ENEA, con Cnr e Consorzio RFX, il Programma punta sullo sviluppo di reattori modulari avanzati, sulle tecnologie per la fusione nucleare e sul rafforzamento della formazione specialistica, con l’attivazione di 20 borse di dottorato

L’Italia punta a rafforzare la propria sicurezza energetica e ad accelerare il percorso verso la decarbonizzazione investendo sulle tecnologie nucleari di nuova generazione. È questa la missione del Programma di Ricerca Nucleare (PRN), il piano triennale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e coordinato da ENEA, con il coinvolgimento del Cnr come co-realizzatore e la collaborazione del Consorzio RFX. Il programma si propone come uno degli strumenti strategici attraverso cui il Paese intende consolidare il proprio ruolo nello scenario europeo e internazionale, rispondendo alle priorità dell’Unione Europea in materia di sicurezza degli approvvigionamenti e transizione energetica verso un sistema a basse emissioni di carbonio.

Tra le linee di intervento centrali figurano lo sviluppo degli Small Modular Reactor (SMR) e degli Advanced Modular Reactor (AMR), tecnologie considerate cruciali per il futuro del nucleare civile, insieme alla ricerca sulla fusione nucleare, ritenuta una delle prospettive più promettenti per produrre energia sicura, pulita e sostenibile su larga scala. Il PRN guarda inoltre alle applicazioni non energetiche del nucleare, con possibili ricadute in comparti strategici come la medicina, attraverso la produzione di radiofarmaci, l’aerospazio e la filiera dell’idrogeno.

Accanto alla ricerca tecnologica, il programma investirà anche nella formazione e nella divulgazione scientifica. In questo quadro si inserisce l’iniziativa del Consorzio RFX che, per conto del Cnr e in accordo con ENEA, attiverà 20 borse di dottorato per l’anno accademico 2026/2027, cofinanziate con le università. Le borse saranno dedicate a discipline chiave per il settore nucleare, tra cui ingegneria nucleare, materiali avanzati, fisica dei reattori, automazione e controllo, sistemi energetici e temi legati all’accettabilità sociale del nucleare, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di esperti. Le università interessate potranno presentare la propria manifestazione di interesse per il cofinanziamento entro le ore 23:59 del 15 maggio 2026.

L’energia nucleare rappresenta una fonte a basse emissioni di gas serra capace di contribuire in modo significativo alla diversificazione del mix energetico nazionale, integrandosi con le fonti rinnovabili e supportandone la continuità di esercizio, riducendo al contempo la dipendenza dalle risorse fossili”, ha dichiarato Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Nucleare di ENEA. “Con il PRN l’Italia compie un passo strategico verso una maggiore sicurezza e indipendenza energetica. Integrando ricerca e innovazione, competitività industriale e attività di formazione e informazione, il Programma contribuisce alla costruzione di una filiera italiana solida e competitiva capace di sostenere l’Europa nell’affrontare le sfide energetiche dei prossimi decenni, con ricadute positive sul piano tecnico-scientifico, economico, occupazionale e sociale”.

Il Cnr concentra il proprio impegno sulle tecnologie per la fusione nucleare, oggi più che mai strategiche per un’energia sicura, sostenibile e a basse emissioni”, ha affermato Stefano Fabris, Direttore del dipartimento Scienze Fisiche e Tecnologiche della Materia di CNR. “Questo ruolo si fonda su una solida tradizione pluridecennale di competenze e infrastrutture di ricerca, che è alla base della collaborazione con il Consorzio RFX e del contributo italiano a un settore chiave per il futuro energetico”.

Il Consorzio RFX, espressione dei propri Soci: CNR, ENEA, INFN, Università degli Studi di Padova e Acciaierie Venete spa, rappresenta una realtà di eccellenza in Italia nella valorizzazione del rapporto tra ricerca fisica, sviluppo tecnologico e sistema industriale, grazie a RFX-mod2, una infrastruttura ad alta priorità strategica, e alle attività per ITER e per Fusion4Energy”, ha dichiarato Piergiorgio Sonato, Presidente del Consorzio RFX. “La realizzazione di questi esperimenti ha generato avanzamenti scientifici e tecnologici concreti, con ricadute sul tessuto produttivo, rafforzando non solo la filiera della fusione, ma più in generale la competitività dell’industria italiana in linea con le priorità europee”.

I reattori modulari avanzati: SMR e AMR

Al centro del PRN la ricerca e lo sviluppo di reattori modulari avanzati, un settore in cui industria e ricerca italiane rivestono già un ruolo di primo piano a livello internazionale: si tratta sia dell’ammodernamento delle infrastrutture esistenti sia della realizzazione di nuove infrastrutture fondamentali per la qualifica di componenti innovativi e il consolidamento della filiera industriale nazionale. Particolare attenzione è rivolta a due principali tecnologie: gli Small Modular Reactor (SMR), reattori modulari e compatti di piccola taglia basati su tecnologie LWR (Light Water Reactor, reattori nucleari ad acqua leggera) che si collocano tra la III e la III+ Generazione; gli Advanced Modular Reactor (AMR) di IV generazione che introducono sistemi di raffreddamento avanzati e combustibili innovativi, garantendo maggiore efficienza, sicurezza, sostenibilità e nuove applicazioni, tra cui la cogenerazione e la produzione di idrogeno. Le iniziative si inseriscono in una strategia che punta a mettere a sistema investimenti pubblici e privati, favorire una più rapida diffusione delle tecnologie e sostenere il percorso di decarbonizzazione del mix energetico nazionale entro il 2035–2050, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Fusione nucleare: la visione strategica di lungo periodo

Il PRN consolida e potenzia anche l’impegno italiano nello sviluppo della fusione nucleare, considerata una fonte strategica di lungo periodo per un’energia sicura, inesauribile e priva di emissioni di CO₂. In linea con la roadmap europea che prevede la realizzazione del primo impianto dimostrativo entro il 2050, l’Italia concentra le proprie attività su infrastrutture e tecnologie chiave, quali:

  • il Divertor Tokamak Test facility (DTT), grande progetto italiano in corso di realizzazione presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati, cui partecipano ENEA ed ENI, in stretta sinergia con il mondo della ricerca, dell’università e dell’industria, tra cui i Consorzio RFX e CREATE, nonché le università di Roma Tor Vergata, Tuscia e Milano-Bicocca e il Politecnico di Torino. Il progetto si propone di fornire risposte ad alcuni dei nodi scientifici più complessi nel percorso verso la fusione, tra cui lo studio delle soluzioni fisiche e tecnologiche per l’estrazione dell’elevato calore prodotto.
  • il Breeding Blanket, uno dei componenti chiave dei futuri reattori in costruzione presso il Centro di Ricerche ENEA di Brasimone (Bologna); il sistema consentirà di produrre trizio a partire dal litio, recuperare il calore generato dalle reazioni di fusione e schermare le strutture dell’impianto, svolgendo un ruolo essenziale per la sostenibilità, l’efficienza e la sicurezza della fusione nucleare.
  • il Neutral Beam Test Facility, una grande infrastruttura di ricerca del Consorzio RFX di Padova dedicata allo sviluppo di un sistema innovativo per il riscaldamento del plasma di ITER, il grande progetto internazionale in via di realizzazione a Cadarache (Francia), mediante accelerazione di particelle ad alta energia.
  • RFX-mod2, il più grande esperimento per lo studio del confinamento magnetico toroidale del plasma in configurazione Reversed Field Pinch (RFP) e Tokamak.

Formazione, informazione e divulgazione

Formazione, informazione e divulgazione sono tra gli assi trasversali del PRN che nello specifico punta a colmare il divario di competenze qualificate e a rafforzare il capitale umano, favorendo l’ingresso di nuove professionalità nel settore, con ricadute di rilievo in termini di occupazione. Il Programma prevede inoltre un ampio piano di iniziative strutturate di informazione e divulgazione oltre a visite alle infrastrutture di ricerca, rivolte a studenti, scuole, cittadini e stakeholder, con l’obiettivo di favorire una conoscenza del tema basata su rigore scientifico, trasparenza, dialogo e forte partecipazione dei cittadini per garantire un dibattito pubblico informato e consapevole.