Extinction Rebellion colora di verde il laghetto dell’Eur davanti alla sede di Eni: protesta a Roma

Azione dimostrativa di Extinction Rebellion nel giorno dello sciopero generale: fluoresceina nelle acque del laghetto, uno striscione contro Eni sul ponte e il lancio della settimana di mobilitazione “PrimaVera Democrazia” nella Capitale

Nuova protesta di Extinction Rebellion a Roma, dove alcuni attivisti hanno tinto di verde l’acqua del laghetto dell’Eur, davanti alla sede di Eni, e hanno appeso al ponte sul lago un grande striscione con il logo dell’azienda che brucia la bandiera della Palestina e la scritta “Stop Ecocidio – Stop Genocidio”. L’azione si è svolta nel giorno dello sciopero generale e si inserisce in una mobilitazione più ampia che mette al centro la denuncia delle politiche energetiche, delle attività legate a gas e petrolio, delle guerre in corso e della corsa al riarmo. La scelta del luogo, davanti alla sede di Eni, ha dato alla protesta un forte valore simbolico, collegando la questione climatica alle responsabilità attribuite dagli attivisti al sistema energetico e alle sue connessioni geopolitiche.

Acqua verde al laghetto dell’Eur con fluoresceina: il significato della protesta

Il colore verde acceso assunto dall’acqua del laghetto dell’Eur è stato ottenuto, secondo quanto riferito da Extinction Rebellion, attraverso l’uso di fluoresceina, descritta dagli attivisti come un tracciante innocuo, destinato a degradarsi e a scomparire in poche ore.

Gli attivisti spiegano così il significato dell’intervento: “il verde innaturale assunto dall’acqua grazie alla fluoresceina, un tracciante innocuo che si degrada e scompare in poche ore, simboleggia la distruzione e la morte degli ecosistemi e degli esseri viventi da cui dipende la sopravvivenza stessa dell’umanità – scrivono ancora gli attivisti -. Una denuncia delle scelte di politica energetica del Governo, delle attività di estrazione di gas e petrolio da parte di Eni, e degli intrecci con le guerre in corso e la corsa al riarmo”.

Il gesto ha quindi assunto una doppia dimensione: da un lato la rappresentazione visiva della crisi degli ecosistemi, dall’altro la contestazione politica delle scelte energetiche e industriali. La fluoresceina, proprio per il suo impatto cromatico immediato, è stata utilizzata come elemento simbolico per rendere visibile, secondo la narrazione degli attivisti, la distruzione ambientale e la dipendenza da fonti fossili.

Lo striscione “Stop Ecocidio – Stop Genocidio” contro Eni

Al centro dell’azione anche lo striscione esposto sul ponte del lago, con il logo di Eni associato all’immagine della bandiera della Palestina in fiamme e alla scritta “Stop Ecocidio – Stop Genocidio”. Il messaggio lega in modo esplicito la crisi climatica, la denuncia dell’ecocidio, la guerra e la questione palestinese.

La protesta punta così a unire temi ambientali, sociali e antimilitaristi, presentando le attività di estrazione di gas e petrolio e le scelte di politica energetica come parte di un quadro più ampio di crisi globale. Nel mirino degli attivisti ci sono le politiche del Governo, il ruolo di Eni nel settore fossile e quelli che vengono definiti intrecci con i conflitti in corso e con la crescita della spesa militare.

Sciopero generale e mobilitazione a Roma: parte la “PrimaVera Democrazia”

L’azione al laghetto dell’Eur segna anche l’avvio della settimana di mobilitazione a Roma promossa da Extinction Rebellion con il nome “PrimaVera Democrazia”. La protesta si colloca inoltre all’interno di un’ondata europea di iniziative organizzate da movimenti climatici, sociali e antimilitaristi.

Gli attivisti spiegano: “con questa protesta – si legge ancora nella nota -, nel giorno dello sciopero generale, si avvia la ‘PrimaVera Democrazia’, la settimana di mobilitazione a Roma di Extinction Rebellion, e un’ondata europea di azioni promosse da movimenti climatici, sociali e antimilitaristi”.

La concomitanza con lo sciopero generale rafforza il carattere politico dell’iniziativa, che non si limita alla sola denuncia ambientale ma intreccia clima, lavoro, guerra, democrazia e giustizia sociale. La mobilitazione romana viene presentata da Extinction Rebellion come parte di un percorso di pressione pubblica e azione diretta non violenta sui temi della crisi climatica e delle responsabilità istituzionali e industriali.