Forte scossa di terremoto nelle Isole Rat: scossa nell’arco delle Aleutine | DATI e MAPPE

Il sisma, localizzato a una profondità di 17 km, localizzato regione vulcanica al confine tra la placca Pacifica e quella Nordamericana
terremoto aleutine alaska

Un terremoto magnitudo 5.9 Mwp ha colpito nelle prime ore di oggi la remota regione delle Isole Rat, situata nell’arcipelago delle Aleutine in Alaska. La scossa è stata registrata dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alle 06:42 ora italiana, corrispondenti alle 19:42 ora locale di ieri, con un ipocentro individuato a una profondità relativamente superficiale di circa 17 km sotto il livello del mare.

Meccanica sismica: il ruolo della subduzione

L’origine dei terremoti in questa specifica area geografica è strettamente legata alla dinamica delle placche tettoniche. Le Isole Aleutine rappresentano la porzione emersa di un imponente arco vulcanico che si estende per oltre 3mila km tra il Nord America e la penisola di Kamčatka. In questa regione, la placca Pacifica si sposta verso Nord/Ovest, infilandosi al di sotto della placca Nordamericana a una velocità di circa 6-8 cm all’anno. Questo processo, noto come subduzione, crea una compressione enorme lungo il piano di contatto tra le 2 masse rocciose. L’energia elastica si accumula progressivamente finché la resistenza delle rocce viene superata, provocando una rottura improvvisa lungo le faglie. L’ipocentro superficiale registrato oggi, a soli 17 km di profondità, è tipico degli eventi che si verificano lungo la parte superiore della zona di subduzione o all’interno della placca superiore deformata.

Memoria storica: i precedenti

La sismicità storica delle Isole Rat è caratterizzata da alcuni degli eventi più potenti mai documentati dalla scienza moderna. Il settore è infatti parte integrante della “Cintura di Fuoco” del Pacifico, un anello di intensa attività vulcanica e sismica. La memoria storica della zona è segnata indelebilmente dal colossale terremoto del 4 febbraio 1965, un evento di magnitudo 8.7 che scatenò uno tsunami con onde alte oltre 10 metri, capaci di colpire diverse coste dell’Oceano Pacifico. Negli ultimi decenni, la regione ha continuato a manifestare una frequenza sismica elevata, con numerosi eventi che hanno superato magnitudo 6.0 e 7.0. La bassa densità di popolazione dell’arcipelago limita storicamente l’entità dei danni materiali, ma l’elevata energia rilasciata rende queste isole un laboratorio naturale fondamentale per i geofisici.