Dal giorno in cui si è verificata la frana a Niscemi ad oggi, i Vigili del Fuoco hanno effettuato 2900 interventi, e si apprestano a mettere in campo un robot per salvare il resto dei libri presenti nella biblioteca in bilico sul ciglio della frana. Ad affermarlo è stato Salvatore Cantale, comandante dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta, intervenendo ad un convegno svoltosi questa mattina nell’auditorium del Museo Civico, dal titolo “La frana di Niscemi. Dalla fase emergenziale alla ricostruzione”. Il momento di confronto è stato promosso dagli Ordini di ingegneri, architetti e geologi siciliani, con il coinvolgimento di istituzioni, tecnici, docenti universitari e rappresentanti del territorio. Cantale ha annunciato che, entro giugno, con l’ausilio di un robot potrebbero essere recuperati gli altri libri rimasti all’interno della struttura.
“La biblioteca – ha detto il comandante dei Vigili del Fuoco – all’interno è integra”. Lo scorso febbraio, i Vigili del Fuoco sono riusciti a recuperare circa 350 volumi, inclusi manoscritti, appunti, foto e planimetrie, trovati al piano terra. “Prima di entrare all’interno della struttura, è stato elaborato un documento di un centinaio di pagine, in cui abbiamo raccolto foto e mappe. Nel seminterrato ci sono ancora i libri da recuperare e durante il nostro intervento, siamo rimasti all’interno il meno possibile”.
Assistenza alla popolazione e recupero beni
Cantale si è anche soffermato sui vari interventi di assistenza alla popolazione e recupero beni, effettuati con l’ausilio di sofisticate apparecchiature. “All’inizio la situazione non era chiara. Solo dopo alcune ore abbiamo capito che eravamo di fronte alla frana più grande d’Europa. Nell’immediatezza è stato recuperato l’essenziale dagli immobili sgomberati. Quando poi la situazione si è assestata, le richieste si sono ripetute e abbiamo valutato la possibilità di fare veri e propri traslochi. Ad alcuni abbiamo anche dato la possibilità di smontare i termosifoni. Alcuni edifici sono integri ma ciò nonostante, abbiamo dovuto far percepire il pericolo“.
Ieri i Vigili del Fuoco, attraverso una stradella, hanno raggiunto una delle più grandi aziende agricole del territorio, in contrada Benefizio, rimasta isolata sin da quando si è verificato l’evento franoso. Cantale ha anche annunciato che c’è un rischio, in caso di incendi, per l’area rurale ricadente in zona rossa. “Si tratta – ha spiegato – di una zona impervia e impossibile da raggiungere via terra. In caso di incendi, sarebbe necessario l’intervento immediato di un elicottero”.
8mila foto documentano la frana più grande d’Europa
Il 25 gennaio, in meno di tre ore dalle 14 alle 16.30, tutto crollò a Niscemi. A documentare la più grande frana d’Europa vi sono 8mila fotografie su circa 300 missioni effettuate da professionisti del territorio: architetti, ingegneri e geologi, in due mesi e mezzo, le hanno raccolte e catalogate. Lo ha evidenziato, Gianfranco Di Pietro, consigliere della Fondazione Ordine Ingegneri della provincia di Caltanissetta, intervenendo al convegno “La frana di Niscemi. Dalla fase emergenziale alla ricostruzione”.
Il primo evento franoso si era verificato il 16 gennaio, a ovest del costone, e aveva provocato lo sgombero di alcune abitazioni, di una scuola, l’interruzione della SP12 e del metano. Si erano registrati distacchi di circa 7/8 metri. Il 25 gennaio, la seconda e devastante frana. “Il fronte più alto misura 49 metri. La lunghezza del fronte principale – ha spiegato Di Pietro – è di 4 chilometri e 700 metri. Il movimento totale su tre fronti è pari a circa 80 milioni di metri cubi. La superficie crollata successivamente al primo giorno è stata pari a 2.740 metri quadrati“.
Professionisti: “no alla New Town”
“Vogliamo essere un incubatore e rivolgere lo sguardo a un modello di ricostruzione diffusa più che alle cosiddette ‘New Town”, che di fatto svuoterebbero e devasterebbero la città. Non abbiamo una ricetta magica. Vogliamo essere un luogo di dibattito“. Lo ha affermato Fabio Corvo, Presidente della Consulta regionale degli Ordini Ingegneri di Sicilia, nel corso del convegno. “Come consulta ingegneri siciliani – ha aggiunto Corvo – abbiamo voluto promuovere questa giornata di studio in collaborazione con gli architetti e i geologi della Sicilia, per riportare l’attenzione su questa enorme tragedia, oltre che su questa frana che è la più estesa d’Europa. Vogliamo volgere lo sguardo sulla tutela dei nostri centri storici e sulla ricostruzione di quella che è questa porzione di territorio“.
