Giro d’Italia, in Basilicata è un inferno di maltempo e freddo invernale verso l’arrivo di Potenza

Il gruppo del Giro d'Italia travolto da un’ondata di maltempo estremo in Basilicata

La carovana del Giro d’Italia 2026 sta vivendo oggi una delle giornate più drammatiche e tecnicamente complesse dell’intera edizione. Partiti dalla costa tirrenica di Praia a Mare, i corridori si sono ritrovati nel cuore di una vera e propria tempesta non appena hanno varcato i confini della Basilicata. Quella che doveva essere una tappa appenninica impegnativa ma gestibile si è trasformata in una prova di sopravvivenza estrema a causa di un fronte di maltempo eccezionale che sta investendo le province di Potenza e Matera. La pioggia battente, che ha iniziato a sferzare il gruppo già dai primi chilometri nell’entroterra, è rapidamente degenerata in nubifragi violenti, rendendo l’asfalto viscido e riducendo la visibilità a pochi metri, come testimoniano le immagini spettrali che giungono dal percorso.

Nubifragi e grandinate flagellano la corsa tra le province di Potenza e Matera

Il passaggio della corsa nel territorio lucano è attualmente caratterizzato da condizioni meteorologiche che definire avverse sarebbe un eufemismo. I ciclisti sono immersi in un clima cupo e spettrale, dove il rombo dei tuoni accompagna ogni colpo di pedale. Oltre alla pioggia fitta, il gruppo ha dovuto fare i conti con improvvise e pesanti grandinate che hanno imbiancato i bordi delle strade in collina, creando un contrasto surreale con il verde primaverile della vegetazione. Questa combinazione di fenomeni atmosferici sta mettendo a dura prova non solo la tenuta fisica degli atleti, ma anche la sicurezza della discesa e la gestione tecnica dei materiali, con le ammiraglie costrette a un lavoro frenetico per fornire mantelline e indumenti termici a corridori ormai completamente inzuppati.

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Freddo invernale e temperature vicine allo zero sull’Appennino Lucano

Non è solo l’acqua a tormentare il plotone, ma un calo termico brutale che ha riportato l’autunno inoltrato, se non il pieno inverno, sulle strade del Giro d’Italia. Lungo il percorso che si snoda tra i rilievi della Basilicata, le temperature sono crollate drasticamente man mano che la quota aumentava. Il freddo pungente sta penetrando nelle ossa dei professionisti, molti dei quali appaiono visibilmente sofferenti nelle inquadrature televisive. Il cielo, di un grigio plumbeo e quasi buio, contribuisce a creare un’atmosfera opprimente, rendendo la sfida psicologica tanto dura quanto quella atletica. Correre in queste condizioni richiede una concentrazione massima per evitare cadute su un manto stradale che, tra acqua e detriti portati dai temporali, è diventato una trappola continua.

L’ascesa verso Montagna Grande di Viggiano: una prova di resistenza a 1.405 metri

Il momento più critico della giornata è previsto a breve, quando la corsa raggiungerà la vetta di Montagna Grande di Viggiano. Situata a un’altitudine di 1.405 metri, questa cima rappresenta il punto più alto e ostico della frazione odierna. Le previsioni in quota sono a dir poco allarmanti: i corridori troveranno temperature di poco superiori allo zero, stimate tra i +2°C e i +3°C. In cima, il vento e l’umidità aumenteranno la percezione del gelo, trasformando lo scollinamento in un’impresa d’altri tempi. Superare questa vetta significa immergersi totalmente in un ambiente che sembra quello delle grandi tappe alpine di metà maggio, dove la neve è spesso la protagonista, confermando che il territorio lucano sa essere selvaggio e impietoso quanto le vette più celebri del Nord Italia.

Una tappa destinata a restare nella storia per la durezza del clima

Mentre la carovana si dirige verso il traguardo di Potenza, appare chiaro che questa quinta tappa del Giro d’Italia 2026 resterà impressa nella memoria collettiva per il suo coefficiente di difficoltà estremo. La combinazione di un percorso appenninico nervoso e di un maltempo così violento sta ridisegnando la classifica generale, costringendo gli uomini di classifica a uscire allo scoperto non solo per guadagnare secondi, ma per limitare i danni ed evitare che il gelo blocchi le gambe. In questo scenario di temporali e fatiche d’altri tempi, il ciclismo torna alla sua essenza più epica e brutale, fatta di uomini che sfidano gli elementi in una terra, la Lucania, che oggi non sta concedendo sconti a nessuno.

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