Guerra in Iran e rischio crisi migratoria nel Mediterraneo: Italia, Cipro, Grecia e Malta blindano i confini europei

I leader dei quattro Paesi mediterranei sottoscrivono una dichiarazione congiunta per evitare il ripetersi dello scenario emergenziale del 2015. Il Ministro Piantedosi convoca un vertice operativo a Roma per il prossimo 17 giugno 2026

La gestione dei flussi migratori torna prepotentemente al centro dell’agenda politica europea a causa della delicata situazione di sicurezza in Medio Oriente. In occasione dell’Europe Gulf Forum e facendo seguito al precedente incontro avvenuto ad Agia Napa, in Cipro, il Presidente della Repubblica di Cipro e i Capi di Governo di Grecia, Italia e Malta hanno espresso una posizione comune netta. I quattro leader hanno evidenziato l’assoluta necessità di “prevenire qualsiasi possibile crisi migratoria simile a quella vissuta nel 2015”. L’obiettivo fondamentale dell’alleanza è quello di agire d’anticipo per coordinare le risposte nazionali e contenere l’impatto securitario provocato dall’inasprimento delle tensioni internazionali.

I quattro pilastri della nuova strategia europea

Per raggiungere questo traguardo e massimizzare l’efficacia delle risposte dei singoli Stati, i quattro Leader hanno concordato di mantenere un confronto costante focalizzato su quattro linee d’azione fondamentali. Il primo asse di intervento consiste nel “sostenere gli sforzi per migliorare la sicurezza nella regione. Il secondo pilastro strategico si focalizza sulla protezione delle persone vulnerabili, prevedendo di “lavorare insieme affinché le popolazioni coinvolte nella regione ricevano l’assistenza e il supporto necessari.

A livello normativo e comunitario, il terzo punto stabilisce l’importanza di “garantire la tempestiva e piena attuazione del nuovo Patto dell’UE sulla migrazione e l’asilo, anche con riferimento al quadro giuridico aggiornato che affronta le situazioni di crisi, compresa la strumentalizzazione della migrazione, e la forza maggiore, nonché le minacce ibride. Infine, l’ultimo filone operativo è orientato alla difesa dei confini dell’Unione, impegnando i Paesi firmatari a “rafforzare la preparazione congiunta per garantire, nel pieno rispetto del diritto internazionale, la sicurezza e il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea anche attraverso possibili iniziative uniformi e coordinate.

Misure urgenti e contrasto ai trafficanti di esseri umani

La posizione geografica di Cipro, Grecia, Italia e Malta colloca questi Stati in una posizione di massima vulnerabilità rispetto alle rotte marittime e terrestri. Essendo i Paesi membri dell’Unione Europea “più immediatamente esposti a flussi migratori incontrollati, illegali/irregolari verso l’Unione Europea, i leader stanno valutando una serie di opzioni concrete da attuare con urgenza. Tra le misure attualmente sotto scrutinio vi è il rafforzamento della cooperazione con i paesi di origine e di transito. Parallelamente, viene ritenuta prioritaria l’intensificazione della lotta contro i trafficanti di esseri umani e i contrabbandieri di migranti. Tra le opzioni sul tavolo compare anche la “possibile attivazione del Regolamento UE sulle situazioni di crisi e di forza maggiore.

Vertice operativo a Roma il 17 giugno 2026 convocato da Piantedosi

La dichiarazione d’intenti si tradurrà immediatamente in un tavolo tecnico e politico per stabilire le contromisure operative. Con lo scopo di continuare a lavorare per massimizzare l’efficacia delle risposte dei singoli governi dinanzi a un potenziale e significativo aumento dei flussi migratori causato dal conflitto in Medio Oriente, l’Italia assumerà un ruolo di primo piano. Il Ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, inviterà infatti i suoi omologhi di Cipro, Grecia e Malta a riunirsi in un vertice ufficiale a Roma il prossimo 17 giugno 2026. L’incontro consentirà ai rispettivi Ministri dell’interno e della migrazione di approfondire e portare avanti le iniziative e il lavoro congiunto concordato dai capi di Stato e di governo.

L’adozione della Dichiarazione di Chisinau

A completamento del quadro diplomatico, i quattro Leader hanno accolto con favore un importante progresso multilaterale avvenuto in sede sovranazionale. Il 15 maggio è stata infatti adottata per consenso la Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, in occasione della 135ª Sessione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Questo documento, fortemente sostenuto dai quattro leader del Mediterraneo , “riconosce pienamente le sfide significative e complesse legate alla migrazione che gli Stati membri stanno attualmente affrontando e che devono essere adeguatamente affrontate dal sistema della Convenzione.