Lo US Space Command, noto come SPACECOM, e i suoi sei alleati più vicini e competenti in ambito spaziale puntano a completare entro la fine dell’anno un piano congiunto per condurre future operazioni di “guerra orbitale”. A dichiararlo è stato oggi il comandante di SPACECOM, il generale Stephen Whiting, intervenendo al Mitchell Institute. La notizia segna un passaggio significativo nella trasformazione della cooperazione spaziale militare occidentale: non più solo coordinamento, pianificazione e scambio di informazioni, ma un tentativo strutturato di integrare capacità nazionali diverse in un quadro operativo comune per la difesa degli assetti orbitali.
Il ruolo della Multinational Force Operation Olympic Defender
Il piano riguarda la Multinational Force Operation Olympic Defender, indicata con l’acronimo MF-OOD, una cornice multinazionale che riunisce Stati Uniti, Australia, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Nuova Zelanda. La MF-OOD serve in larga parte come cellula combinata di pianificazione per le operazioni militari nello spazio. Tuttavia, nell’ultimo anno SPACECOM ha iniziato a muoversi per trasformare quella pianificazione in una reale capacità operativa, anche attraverso un aumento del numero di esercitazioni congiunte.
Come le forze armate statunitensi, anche le forze armate alleate che partecipano alla MF-OOD hanno discusso internamente della necessità di dotarsi di capacità di protezione e difesa e di capacità di guerra orbitale.
Il CONOPS per la difesa degli assetti orbitali
Whiting ha spiegato che il gruppo sta lavorando alla costruzione di un piano operativo comune per la difesa degli assetti nello spazio. Il comandante di SPACECOM ha indicato una scadenza precisa per il completamento del documento. “Mi aspetto che sia finito circa entro la fine di quest’anno”, ha aggiunto. Il nuovo piano di guerra orbitale sarebbe il primo per il gruppo MF-OOD, soprattutto considerando che non tutti i membri alleati hanno pubblicamente abbracciato la necessità che le proprie forze armate siano pronte a condurre una guerra nello spazio.
Nonostante le diverse sensibilità politiche e strategiche, alcuni Paesi del gruppo hanno già mostrato interesse per lo sviluppo di capacità counterspace, cioè strumenti e procedure legati al contrasto delle capacità spaziali avversarie. In particolare, Australia, Francia, Germania e Regno Unito hanno espresso negli ultimi anni interesse nello sviluppo di capacità di questo tipo. Il nuovo CONOPS multinazionale si inserisce dunque in un quadro in cui la sicurezza spaziale non è più considerata soltanto una questione di sorveglianza e resilienza, ma anche di capacità operative attive.
Che cosa intende la Space Force per guerra orbitale
La Space Force definisce la guerra orbitale come una delle sue missioni fondamentali. Nel recente documento Objective Force, dedicato ai bisogni futuri, la forza spaziale statunitense spiega che questa missione comprende non soltanto le azioni necessarie a proteggere i sistemi spaziali degli Stati Uniti, ma anche “operazioni counterspace offensive e difensive” a supporto della “manovra e dei fuochi della Joint Force”.
Questa definizione evidenzia il peso crescente dello spazio nelle operazioni militari contemporanee. Satelliti, sensori, reti di comunicazione, sistemi di allerta missilistica e capacità di tracciamento orbitale sono ormai elementi essenziali per la condotta delle operazioni terrestri, navali, aeree e cyber.
Operation Selene diventerà permanente
Whiting aveva annunciato ad aprile, durante l’annuale Space Symposium, che la più recente di queste esercitazioni, chiamata Operation Selene, era stata guidata dal Canada e aveva coinvolto tutti gli alleati della MF-OOD, senza però fornire molti dettagli.
Nel suo intervento odierno ha spiegato che l’operazione è stata eseguita “un mese o due fa” e ha coinvolto un “bersaglio di alto interesse in orbita e ha riunito le capacità di tutte e sette le nazioni per migliorare la nostra capacità di mantenerne la custodia”. Il generale ha aggiunto che, proprio per il successo di Operation Selene, l’attività verrà trasformata in una missione stabile. “La renderemo ora un’operazione permanente”, ha detto Whiting.
Francia e Regno Unito già coinvolti in operazioni bilaterali
L’attività multinazionale si inserisce in una progressione già avviata. Lo scorso anno, Francia e Regno Unito hanno partecipato ciascuno a operazioni bilaterali con SPACECOM. Questi passaggi mostrano come gli Stati Uniti stiano cercando di costruire, attorno alla propria architettura spaziale militare, una rete alleata capace non solo di condividere dati, ma anche di operare in modo coordinato nello spazio.
Whiting ha inoltre ricordato che gli alleati della MF-OOD hanno già scritto una serie di CONOPS, per esempio nel campo della space domain awareness, cioè la capacità di monitorare, comprendere e seguire ciò che accade nello spazio orbitale.
Le esercitazioni Apollo Insights con l’industria commerciale
Sul fronte interno, Whiting ha affermato che SPACECOM intende proseguire con le esercitazioni tabletop Apollo Insights, condotte con l’industria commerciale. L’obiettivo è svolgerne una ogni trimestre nel corso dell’anno.
Il comandante ha spiegato che una di queste esercitazioni si è già tenuta ed era focalizzata su uno scenario particolarmente sensibile: un carico nucleare in orbita.
“Ne abbiamo già fatta una… focalizzata su un carico nucleare in orbita, che ovviamente è un futuro che non vogliamo vedere, e che violerebbe il Trattato sullo spazio extra-atmosferico. Ma abbiamo riunito circa 60 aziende a livello classificato per condividere approfondimenti su ciò che una tale detonazione potrebbe fare, e poi ottenere le loro buone idee su come potremmo sfruttare le capacità che abbiamo oggi o tecnologie future che potrebbero aiutarci andando avanti”, ha dichiarato Whiting.
Il riferimento al Trattato sullo spazio extra-atmosferico sottolinea la delicatezza del tema. Uno scenario di detonazione nucleare in orbita avrebbe implicazioni strategiche, militari, tecnologiche e giuridiche di enorme portata.
I prossimi scenari: manovra spaziale, costellazioni proliferate e allerta missilistica
SPACECOM prevede altre tre esercitazioni tabletop nel corso dell’anno. Whiting ha indicato i temi principali. “Avremo altri tre TTX quest’anno. Il prossimo sarà sulle operazioni spaziali dinamiche e sulla manovra spaziale sostenuta. E poi ci concentreremo sulle costellazioni proliferate e sulle orbite. E poi alla fine dell’anno faremo un evento di allerta missilistica”, ha detto Whiting.
Questi scenari riflettono le priorità emergenti della difesa spaziale statunitense: la capacità di muovere e sostenere sistemi in orbita, la gestione di grandi costellazioni satellitari distribuite e la protezione delle architetture di allerta contro le minacce missilistiche.
Una nuova fase per la sicurezza spaziale militare
Il piano congiunto annunciato da Whiting rappresenta un passaggio rilevante per la sicurezza spaziale militare. La costruzione di un CONOPS alleato sulla guerra orbitale indica che SPACECOM e i partner più stretti non intendono più limitarsi alla cooperazione informativa, ma vogliono arrivare a una vera integrazione operativa.
L’obiettivo dichiarato è integrare, sincronizzare e mettere in sinergia le capacità dei sette Paesi coinvolti. In un ambiente orbitale sempre più affollato, contestato e strategico, la difesa degli assetti spaziali diventa così una priorità condivisa tra gli Stati Uniti e i principali alleati spaziali.
