I Campi Flegrei tremano: sciame sismico in corso, scossa avvertita a Napoli e Pozzuoli | DATI e MAPPE

L'evento principale delle 00:57 ha svegliato i residenti. I dati del servizio INGV "Hai sentito il terremoto" confermano il risentimento a Napoli e in diverse aree della provincia

La terra torna a tremare nel cuore della caldera flegrea, dove la scorsa notte è stato registrato un nuovo incremento dell’attività tellurica che ha svegliato numerosi cittadini. La Sala Operativa dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV ha localizzato un terremoto magnitudo Md 2.3 alle 00:57 di oggi 18 maggio 2026, con epicentro a una profondità di appena 2 km nell’area dei Campi Flegrei. L’evento principale si inserisce all’interno di uno sciame sismico iniziato alle ore 00:54, che ha fatto registrare in via preliminare 5 scosse totali. Secondo i dati in tempo reale raccolti dal servizio INGV “Hai sentito il terremoto”, il sisma è stato avvertito in modo distinto a Pozzuoli, Bacoli, Napoli, Marano di Napoli e Villaricca, con alcune segnalazioni giunte persino dal comune più distante di Capaccio Paestum.

La dinamica sotterranea dei Campi Flegrei

L’origine di questi continui terremoti è strettamente legata alla natura vulcanica dell’area, una delle strutture geologiche più complesse e costantemente monitorate al mondo. La caldera dei Campi Flegrei è caratterizzata dal fenomeno del bradisismo, ovvero un lento sollevamento o abbassamento del suolo generato dalle variazioni di pressione all’interno del sistema idrotermale sotterraneo, alimentato dai gas e dal calore del magma profondo. Quando la pressione dei fluidi sotterranei aumenta, la crosta terrestre superficiale viene spinta verso l’alto, provocando la progressiva fratturazione delle rocce. Data la scarsa profondità a cui si originano queste rotture meccaniche, generalmente localizzate nei primi 3 km sotto il livello del suolo, le scosse di magnitudo contenuta vengono avvertite chiaramente dalla popolazione della provincia partenopea e delle aree costiere limitrofe.

La sismicità storica della zona

La storia della caldera flegrea testimonia una ricorrenza costante di queste repentine manifestazioni sismiche e sussulti del terreno. Le crisi bradisismiche più severe del Novecento si sono verificate nei bienni 1970-1972 e 1982-1984. In quest’ultimo periodo, in particolare, il suolo si sollevò di oltre un metro e mezzo, provocando danni strutturali diffusi nel centro storico di Pozzuoli e costringendo all’evacuazione temporanea di migliaia di persone dal quartiere di Rione Terra. Negli ultimi anni, l’attività ha mostrato una progressiva ripresa, caratterizzata da frequenti sciami sismici a bassa e media energia che si alternano a fasi di relativa quiete. Gli scienziati dell’INGV mantengono un controllo costante sulla deformazione del suolo e sulla composizione dei gas delle fumarole, parametri fondamentali per interpretare lo stato di salute e l’evoluzione delle pressioni interne al sistema vulcanico.