Il 19 maggio 1536 veniva eseguita una delle condanne più controverse della storia inglese: la decapitazione di Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII e madre della futura Elisabetta I. Aveva circa 35 anni. Solo 3 anni prima era stata incoronata regina d’Inghilterra in una cerimonia fastosa, simbolo di una nuova epoca politica e religiosa. Ora, invece, veniva accusata di adulterio, incesto e tradimento contro il re: crimini che, all’epoca, equivalevano a una condanna certa. La sua morte fu una tragedia personale ed al contempo un evento destinato a cambiare profondamente la storia europea.
La donna che fece tremare la Chiesa di Roma
Anna Bolena non apparteneva alla grande aristocrazia tradizionale, ma proveniva da una famiglia ambiziosa e ben introdotta a corte. Intelligente, colta e affascinante, aveva trascorso anni nelle corti europee, soprattutto in Francia, dove assimilò idee moderne e raffinati modi rinascimentali. Quando Enrico VIII si innamorò di lei, il re era già sposato con Caterina d’Aragona. Tuttavia, il sovrano desiderava un erede maschio e riteneva che il matrimonio fosse “maledetto” perché Caterina non gli aveva dato il figlio che desiderava. Il papa rifiutò di concedere l’annullamento del matrimonio. A quel punto Enrico prese una decisione rivoluzionaria: rompere con la Chiesa cattolica romana e creare una Chiesa inglese autonoma, con il re come capo supremo. Fu così che nacque la Chiesa anglicana. Anna Bolena diventò quindi il simbolo vivente di questa frattura religiosa e politica. Il suo ruolo a corte, però, sarebbe durato poco.
Dall’amore alla condanna
Dopo il matrimonio con Enrico VIII, Anna diede alla luce una bambina, Elisabetta, ma non il tanto atteso erede maschio. Nel frattempo il re si era già invaghito di un’altra dama di corte: Jane Seymour. Nel 1536 Anna fu arrestata improvvisamente. Le accuse erano gravissime: adulterio con diversi uomini della corte e persino una relazione incestuosa con il fratello, George Boleyn. Molti storici moderni ritengono che le prove fossero deboli o costruite ad arte. È probabile che il processo fosse soprattutto una manovra politica per liberarsi di una regina ormai scomoda. Condannata a morte, Anna affrontò gli ultimi giorni con sorprendente lucidità. Secondo alcune cronache, sul patibolo mantenne calma e dignità fino all’ultimo istante.
Un’esecuzione destinata a entrare nella leggenda
Per ordine del re, l’esecuzione non avvenne con l’ascia tradizionale, ma con una spada maneggiata da un boia francese esperto, considerata una morte più rapida e “onorabile”. Con un solo colpo, Anna Bolena perse la vita. Pochi giorni dopo, Enrico VIII sposò Jane Seymour. Eppure, ironicamente, fu proprio la figlia di Anna, Elisabetta I, a diventare una delle sovrane più importanti della storia inglese. Durante il suo regno, l’Inghilterra conobbe un periodo di straordinaria crescita culturale, politica e militare passato alla storia come “età elisabettiana“.
