Il Consorzio di Bonifica Delta del Po lancia un nuovo allarme per l’avanzamento del cuneo salino nel fiume Adige. La portata del fiume registrata oggi alla stazione di Boara Pisani è intorno al valore di 70 metri cubi al secondo; ieri era peggio, 62 metri cubi al secondo. Si tratta di valori “sensibilmente inferiori alla soglia critica di 80 metri cubi al secondo sotto la quale la barriera antisale di Rosolina perde efficacia”, avvisa il Consorzio. Ma l’attenzione è alta anche sul fiume Po, con una portata che il misuratore di Pontelagoscuro attesta oggi sui 650 metri cubi al secondo; ieri erano 750. La corsa al ribasso prosegue da diversi giorni avvicinandosi velocemente ai fatidici 450 metri cubi al secondo, soglia minima sotto la quale il mare inizierà ad entrare anche nei rami deltizi.
Come previsto dagli esperti, le precipitazioni registrate a metà mese non sono state sufficienti a compensare il grave deficit idrico che colpisce il Veneto da ottobre. I dati di aprile diffusi da Arpav e ripresi nel bollettino di Anbi Veneto sulla disponibilità idrica avevano già delineato un quadro preciso, evidenziando come il mese scorso l’Adige registrasse un calo della portata del 47% rispetto alla media storica, a fronte di precipitazioni sul bacino idrografico inferiori del 72%. Una situazione che sta penalizzando l’ambiente e le coltivazioni del territorio, in particolare i cereali e le colture orticole tra Chioggia e Rosolina. La stessa stagione irrigua, avviata ufficialmente l’1 aprile, era partita con il fiume che il 31 marzo era già al di sotto dei 80 metri cubi al secondo. Sempre ad aprile, dati Arpav alla mano, sul bacino del Po la situazione era altrettanto difficile: -70% di precipitazioni, -37% la portata del fiume a Pontelagoscuro rispetto alla media del periodo.
