L’agricoltura italiana sta attraversando un periodo complesso, segnato da sfide globali e locali che richiedono risposte strategiche e innovative. L’esigenza di rafforzare la capacità competitiva delle imprese agricole è diventata sempre più urgente, soprattutto in un contesto internazionale incerto e fragile. Tuttavia, una delle notizie più rilevanti che emerge dalla sesta edizione del rapporto AGRIcoltura100 è che, anche in questo scenario, la sostenibilità rappresenta un fattore cruciale per il successo e la crescita delle imprese agricole italiane, con ricadute positive sia sull’ambiente che sul territorio.
Un settore in crescita e adattamento
La sostenibilità nelle imprese agricole italiane continua a crescere in maniera costante. Secondo il rapporto, la quota di aziende che raggiungono un alto livello di sostenibilità è passata dal 49,3% del 2020 al 57,9% nel 2025. Questo è un segnale positivo, che dimostra come il settore stia adattandosi alle nuove esigenze globali e alle sfide ambientali. Contestualmente, le aziende che sono ferme a un livello iniziale di sostenibilità sono passate dal 21,6% all’11,9%, un chiaro indicatore di progresso.
L’incremento di fatturato nelle imprese con alti livelli di sostenibilità è significativo: il 30,6% delle aziende sostenibili ha registrato una crescita del fatturato, contro il 14,6% delle imprese che si trovano a livelli di sostenibilità più bassi. Questo trend dimostra che l’approccio sostenibile non solo è una scelta etica ma rappresenta anche una leva strategica per migliorare la competitività.
La ricerca AGRIcoltura100
Il rapporto, redatto da MBS Consulting (Gruppo Cerved) e presentato da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura, è il risultato di un’indagine che ha coinvolto oltre 3.800 aziende agricole in Italia. Questa ricerca ha messo in luce i molteplici aspetti che influenzano l’agricoltura oggi, con un focus particolare sull’impatto delle tensioni globali e sulle risposte delle imprese alle sfide derivanti dai conflitti commerciali e dalle crisi energetiche.
Un aspetto importante emerso dal rapporto riguarda le tensioni nel commercio internazionale e gli impatti che esse hanno avuto sul settore agricolo. Le problematiche legate ai dazi e alle limitazioni nei mercati esteri, come quello statunitense, sono state un tema di preoccupazione per il 42% degli agricoltori intervistati, preoccupati per l’aumento dei costi delle materie prime, le difficoltà nei mercati e la riduzione delle esportazioni. Per far fronte a queste difficoltà, oltre il 70% delle aziende che operano sui mercati esteri ha intrapreso nuove politiche: il 45% ha ricercato nuovi mercati di destinazione, il 20% ha rivisitato i contratti commerciali con l’estero e un altro 20% ha optato per una maggiore concentrazione sul mercato interno.
Più recentemente, il conflitto in Medio Oriente ha innescato una crisi energetica e un aumento dell’inflazione che ha messo a dura prova il settore. Già nel 2025, il 42% delle imprese agricole aveva subito un aumento dei costi, ma solo una su quattro (26,4%) segnalava di poter intervenire sui prezzi di vendita. Queste difficoltà si sono ripercosse negativamente sulla redditività delle aziende, con il 47,5% delle imprese che ottiene un utile inferiore al 5% del fatturato. Un altro fattore che pesa è la vulnerabilità idrogeologica, con il cambiamento climatico che impone alle imprese agricole di adattarsi a nuove sfide.
La sostenibilità come motore di crescita
La sostenibilità è ormai un movimento trasversale che abbraccia tutte le dimensioni dell’agricoltura. Il settore sta registrando una crescita significativa in tutte le sue aree di sviluppo, con un particolare focus sulla sostenibilità ambientale, che ha visto un aumento delle aziende che raggiungono un alto livello di sostenibilità dal 49% nel 2020 al 63,8% nel 2025. Non solo l’ambiente, ma anche la qualità dello sviluppo, che include innovazione e competitività, ha visto un incremento significativo dal 49% al 58,9%.
Anche l’aspetto sociale sta progredendo: il 47,9% delle aziende ha raggiunto un livello elevato di sostenibilità sociale e il 43,9% ha fatto altrettanto nella gestione dei rischi e delle relazioni. Le imprese agricole italiane stanno dunque facendo passi avanti su più fronti, rispondendo positivamente alle sfide globali e interne.
Le cinque leve per la trasformazione del settore
Il rapporto identifica cinque leve strategiche che, se ben sfruttate, potranno guidare l’agricoltura italiana verso una trasformazione strutturale in grado di affrontare le sfide future.
Qualità come Fattore Competitivo: La qualità del prodotto, che si distingue per origine, tracciabilità, sicurezza, sostenibilità e valore simbolico, rappresenta una delle principali leve competitive. Il 65,5% delle aziende con alti livelli di sostenibilità ha raggiunto un livello elevato in questo ambito.
Investimenti e Innovazione: La spinta verso l’innovazione è uno degli aspetti che maggiormente influisce sulla sostenibilità. Circa il 70,3% delle imprese agricole ha effettuato investimenti negli ultimi due anni, con una forte correlazione tra innovazione e miglioramento delle prestazioni ambientali, economiche e produttive.
Integrazione Industriale: La frammentazione del settore è uno degli aspetti che indebolisce l’agricoltura italiana. La metà delle imprese ha sviluppato attività collegate alla produzione primaria, come la trasformazione dei prodotti, la produzione energetica e i servizi turistici. Queste attività contribuiscono significativamente alla crescita e alla solidità delle aziende.
Mitigazione della Vulnerabilità Idrogeologica: Le aziende agricole italiane devono affrontare il cambiamento climatico e le sue implicazioni, ma sono anche chiamate a giocare un ruolo attivo nella difesa del territorio. Il 20% delle aziende ha già adottato misure di protezione contro l’erosione e il cambiamento idrogeologico.
Capitale Umano e Impatti Sociali: Infine, lo sviluppo del capitale umano, con particolare attenzione al lavoro stabile, alla valorizzazione di donne e giovani, e alla gestione del ricambio generazionale, è fondamentale per garantire un futuro sostenibile al settore.
Le dichiarazioni dei leader del settore
Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Group, ha dichiarato: “la nuova edizione del Rapporto AGRIcoltura100, realizzata col nostro partner storico Confagricoltura, conferma il ruolo centrale della sostenibilità e dell’innovazione come fattori trasformativi capaci di supportare la crescita delle imprese del settore, permettendo loro di attraversare, con una base solida, anche uno scenario complesso come quello attuale. Nel loro percorso, un ruolo centrale può essere svolto anche dalle coperture assicurative, che contribuiscono a proteggere l’attività, rafforzare la capacità di prevenzione dei rischi e consolidarne la resilienza per affrontare le sfide future”.
Anche Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, ha sottolineato: “oggi dobbiamo chiederci come affrontare il nuovo percorso della sostenibilità, che rimane un tema assolutamente strategico proprio se ben definito e sviluppato con obiettivi realistici e sfidanti. Se ben coniugato, diventa un plusvalore tangibile. Per continuare a investire in questa direzione servono politiche di accompagnamento snelle, efficaci, in linea con il contesto internazionale, ma occorre anche un approccio culturale che sicuramente le nuove generazioni hanno già nelle corde. Il ricambio generazionale diventa in questo senso un fattore determinante per raggiungere obiettivi di sostenibilità ancora più importanti, con effetti benefici sull’economia dei territori e di chi li abita”.
Il rapporto AGRIcoltura100 dimostra come la sostenibilità e l’innovazione siano la chiave per il futuro dell’agricoltura italiana, offrendo alle imprese le risorse e gli strumenti necessari per affrontare le sfide di oggi e di domani, con un forte impegno verso il territorio, la qualità e il capitale umano.
