Inaugurato il nuovo laboratorio BSL-3 all’istituto di microbiologia di Torino: una struttura strategica per la ricerca e diagnostica

Un investimento fondamentale per la lotta contro le emergenze infettive e il potenziamento delle capacità diagnostiche

Il 5 maggio 2026, presso l’Istituto di Microbiologia di via Santena 9, è stato ufficialmente inaugurato il nuovo laboratorio di biosicurezza di livello 3 (BSL-3), una struttura avanzata che rappresenta un passo importante per il potenziamento delle attività di ricerca e diagnostica in ambito microbiologico e virologico. Il laboratorio è stato realizzato nell’ambito del progetto “Allestimento di laboratorio di biosicurezza PCL3 e biobanking per COVID-19 e altri eventi emergenziali” e servirà come centro di riferimento per lo studio di agenti patogeni ad alta pericolosità.

Un investimento strategico per la salute pubblica

La nuova infrastruttura è stata concepita per garantire la manipolazione sicura di microrganismi che rappresentano un rischio significativo per la salute umana. Tra gli agenti patogeni che saranno oggetto di studio nel laboratorio, si annoverano virus respiratori emergenti, arbovirus e micobatteri. Grazie a questa struttura, l’Università di Torino e la Città della Salute e della Scienza di Torino consolidano il loro ruolo di punta nel panorama della ricerca biomedica a livello nazionale e internazionale.

La partecipazione delle autorità accademiche e istituzionali

L’evento inaugurale ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni accademiche e sanitarie. Accanto alla Rettrice Cristina Prandi, erano presenti il Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida, la Direttrice della Scuola di Medicina, Paola Cassoni, il Direttore Sanitario CDSS, Lorenzo Angelone, e il Direttore di FinPiemonte, Mario Alparone. L’evento si è svolto dalle ore 11 alle 13 presso l’Aula Magna “Giorgio Cavallo”, dove sono stati presentati i dettagli del laboratorio BSL-3 e gli altri progetti di ricerca in corso, con un focus particolare sul Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche.

I dettagli del laboratorio BSL-3 e il suo impatto

Il laboratorio di biosicurezza BSL-3 si inserisce nel contesto del Laboratorio di Microbiologia e Virologia Clinica del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche, già centro di riferimento regionale e nodo della rete nazionale Respivirnet dell’Istituto Superiore di Sanità, impegnata nella sorveglianza dei virus respiratori. Questo nuovo ambiente di ricerca consentirà studi avanzati in materia di infettività su isolati clinici, valutazioni della risposta immunitaria e la ricerca di farmaci antivirali.

Il finanziamento del progetto: un contributo importante per la salute pubblica

Il laboratorio è stato realizzato grazie al finanziamento del programma FSC Piano Riparti Piemonte – INFRA-P2 COVID, con un contributo di 300.000 euro concessi dalla Regione Piemonte. L’investimento complessivo ammonta a 400.000 euro, comprensivo di un cofinanziamento da parte dell’Ateneo per interventi strutturali e impiantistici. Questo significativo apporto economico riflette l’importanza attribuita alla ricerca e alla diagnostica in ambito microbiologico e virologico, ambiti che richiedono infrastrutture avanzate per la sicurezza degli operatori e della comunità.

Un laboratorio aperto alla collaborazione internazionale

Una delle caratteristiche distintive del laboratorio BSL-3 è la sua apertura alla collaborazione con altri enti di ricerca e attori del sistema sanitario. L’infrastruttura sarà disponibile per attività di ricerca e sviluppo, validazione di saggi diagnostici e per lo studio di nuove terapie. In tal senso, la struttura rappresenta un elemento chiave per rafforzare la preparazione del sistema sanitario di fronte a potenziali emergenze infettive future.

L’evento inaugurale si è concluso con una tavola rotonda dedicata alle potenzialità dei laboratori di biosicurezza, con il contributo di esperti provenienti da istituzioni nazionali di rilievo. Il laboratorio BSL-3 non solo rafforza la ricerca e la diagnostica a livello locale, ma contribuirà a rafforzare la risposta globale a eventi sanitari di rilevanza internazionale.

Un investimento per il futuro

Con la nuova infrastruttura, l’Università di Torino e la Città della Salute e della Scienza di Torino si confermano come punti di riferimento per la ricerca biomedica avanzata. La biosicurezza e la preparazione alle emergenze infettive sono oggi più che mai cruciali, e questo nuovo laboratorio rappresenta un investimento strategico per la salute pubblica.

Cristina Prandi, Rettore Università di Torino: “le infrastrutture di ricerca come questa non sono solo spazi tecnici, ma condizioni che rendono possibile affrontare in modo concreto le sfide poste dai rischi biologici. Il laboratorio BSL-3 rafforza la capacità dell’Università di Torino e del sistema sanitario di operare su patogeni ad alta complessità, integrando ricerca, formazione e attività diagnostica. È anche il risultato di una collaborazione tra istituzioni che dimostra quanto sia necessario costruire, in modo strutturale, strumenti adeguati per la tutela della salute pubblica. In questa prospettiva, investire in infrastrutture significa rafforzare la preparazione del nostro sistema di fronte a eventi emergenziali e contribuire allo sviluppo di conoscenze e soluzioni con un impatto reale sulla società”.

Livio Tranchida, Direttore generale Città della Salute e della Scienza di Torino: “diagnostica, ricerca e formazione. Queste sono le caratteristiche che contraddistinguono il nuovo laboratorio di biosicurezza di livello 3. Un laboratorio di alta specializzazione in ambito microbiologico e virologico. Questa nuova infrastruttura conferma il costante e fattivo rapporto di collaborazione tra la Città della Salute e l’Università di Torino, in questo caso concretizzatosi grazie al contributo di FinPiemonte. Continua l’opera di rinnovamento tecnologico necessaria e fondamentale per garantire sicurezza e alta qualità nelle cure”. 

Federico Riboldi, Assessore alla Sanità Regione Piemonte: “l’inaugurazione del laboratorio di biosicurezza BSL-3 rappresenta un passo importante per rafforzare la capacità del Piemonte di rispondere alle sfide sanitarie emergenti. Investire in infrastrutture di ricerca avanzate significa migliorare la prevenzione, la diagnosi e la gestione delle malattie infettive, mettendo a sistema competenze scientifiche e sanitarie di alto livello. Questa nuova struttura, frutto della collaborazione tra Università di Torino e Città della Salute, conferma il valore della sinergia tra ricerca e sanità pubblica e consolida il ruolo del nostro territorio come punto di riferimento nazionale e internazionale. Come Regione continuiamo a sostenere con convinzione progetti che rafforzano la sicurezza sanitaria e la capacità di affrontare con efficacia le emergenze del futuro”.

Paola Cassoni, direttore Scuola di Medicina: “l’iniziativa nasce dalla volontà di valorizzare e mettere a sistema gli insegnamenti emersi durante la recente pandemia, che ha evidenziato in modo inequivocabile la necessità di disporre di spazi altamente qualificati e sicuri, dedicati allo studio e alla gestione degli agenti infettivi. Con questa infrastruttura, la Scuola di Medicina dell’Università di Torino consolida il proprio impegno nel promuovere l’eccellenza scientifica e nel rispondere in modo concreto alle sfide della salute pubblica, in un contesto sempre più complesso e interconnesso”.

Mario Alparone, Direttore Generale di Finpiemonte: “per mia esperienza personale so quanto strutture di questo tipo siano fondamentali per la ricerca e per la sua applicazione clinica a favore dei cittadini. È diventato particolarmente evidente ai più nel periodo del Covid, nel quale la dotazione di laboratori con una innovativa capacità di analisi e di capacity ha rappresentato uno strumento fondamentale per combattere contro il virus, sia per la sorveglianza degli operatori e dei cittadini, sia per le diagnosi tempestive nei ricoveri in fase di ingresso e decorso della malattia. Questo contributo non è un caso isolato, ma si inserisce in una logica precisa che Regione Piemonte ha impostato per supportare lo sviluppo della ricerca e della clinica in ambito Life Science e health care con i programmi Fesr 21/27: un ambito dove il nostro ruolo è quello di agire come facilitatori e gestori dei finanziamenti pubblici e privati a favore di istituzioni e di imprese del territorio”. 

Cristina Costa, Direttrice Microbiologia e Virologia U Città della Salute e della Scienza di Torino: “la realizzazione di un laboratorio di livello di biosicurezza 3 rappresenta un potenziamento fondamentale sia in ambito di ricerca che di diagnostica, fungendo da ponte infrastrutturale tra l’Università di Torino e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. Il laboratorio consente di operare in condizioni di biosicurezza e bioprotezione sia per gli operatori che lavorano con agenti infettivi di gruppo 3 (ad es. micobatterio tubercolare, SARS-CoV-2, virus influenzali ad elevata patogenicità, virus epatitici, HIV, monkeypox, arbovirus) sia per l’ambiente esterno e la comunità evitandone il rilascio accidentale. Oltre alle Istituzioni pubbliche, la disponibilità di questo tipo di laboratorio consentirà di aprire collaborazioni con stakeholders privati in ambito biotecnologico industriale”.