La nuova corsa alla Luna fra Stati Uniti e Cina rischia di concludersi con una sorta di resa ancora prima di raggiungere il culmine della gara. Almeno a giudicare dalle parole pronunciate da Jared Isaacman, amministratore capo della NASA, al convegno Ascend a Washington dedicato all’innovazione nelle tecnologie spaziali. “La prossima volta che il mondo si sintonizzerà per guardare gli astronauti volare intorno alla Luna, probabilmente nel 2027, saranno taikonauti e l’America non sarà più la potenza esclusiva in grado di inviare esseri umani nell’ambiente lunare”, ha detto Isaacman. La dichiarazione arriva dopo che la NASA ha rivisto drasticamente la tabella di marcia del programma Artemis, con la missione Artemis III che si è spostata dal suolo lunare all’orbita terrestre e la sospensione della stazione spaziale Gateway nell’orbita lunare.
“Ora ci troviamo di fronte a un vero rivale geopolitico che sfida la leadership americana nel settore spaziale“, ha affermato successivamente Isaacman riferendosi alla Cina. “La NASA – ha proseguito – ha dichiarato che riporteremo gli americani sulla Luna prima della fine del mandato del Presidente Trump. Il nostro grande concorrente ha detto prima del 2030. La differenza tra successo e fallimento si misurerà in mesi, non in anni. Loro potrebbero essere in anticipo e la storia recente suggerisce che noi potremmo essere in ritardo“.
