ISTAT, cala la mortalità nel 2023: crollo dei decessi Covid e stabilità dei tumori

Il report dell'Istituto di Statistica evidenzia una diminuzione complessiva del 7,7% rispetto all'anno precedente, sebbene i valori restino ancora al di sopra delle medie pre-pandemiche

L’ultimo rapporto dell’ISTAT sulla mortalità in Italia nel 2023 delinea un quadro di profondo mutamento demografico, evidenziando una decisa contrazione dei decessi complessivi rispetto all’anno precedente. Con un totale di 666.131 vittime, il Paese registra una diminuzione del 7,7% rispetto ai dati del 2022, un segnale che indica un progressivo allontanamento dai picchi registrati durante le fasi più acute dell’emergenza sanitaria globale. Tuttavia, il dato permane superiore del 4,5% se confrontato con la media osservata nel biennio pre-pandemico 2018-2019, quando i decessi si attestavano mediamente poco sopra le 637mila unità. Questo scostamento suggerisce la persistenza di dinamiche epidemiologiche che richiedono un’analisi attenta delle cause sottostanti, al di là della semplice gestione dell’infezione virale. La riduzione più marcata riguarda proprio il Covid-19, che vede i decessi crollare del 69% in un solo anno, passando da oltre 51mila a meno di 16mila casi. Tale evoluzione permette di riconsiderare il peso delle patologie croniche e oncologiche che storicamente affliggono la popolazione italiana con maggiore incidenza, condizionando i livelli di salute pubblica e la tenuta del sistema sanitario nazionale nel lungo periodo.

Malattie circolatorie e tumori: le differenze tra uomini e donne

L’analisi statistica conferma che le malattie del sistema circolatorio e i tumori rappresentano le minacce principali per la vita degli italiani, essendo responsabili del 57% del totale dei decessi nel 2023. Nello specifico, le patologie circolatorie hanno causato 206.119 morti, seguite dalle neoplasie con 175.147 casi. Altre cause rilevanti riguardano le malattie respiratorie, responsabili dell’8% dei decessi, e le demenze, inclusa la malattia di Alzheimer, che incidono per il 5% sul dato complessivo.

Emergono tuttavia disparità significative se si osserva la distribuzione per genere. Tra la popolazione femminile, le malattie del sistema circolatorio mostrano una frequenza nettamente superiore, pesando per il 33% del totale contro il 23% dei tumori. Al contrario, tra gli uomini si registra una lieve prevalenza dei tumori, che raggiungono il 30% a fronte del 28% delle malattie circolatorie. Anche per quanto riguarda le demenze, le donne risultano essere le più colpite, con un’incidenza del 7% dei decessi totali femminili, contro il 3% registrato tra i maschi.

L’aumento delle patologie respiratorie e il confronto con il passato

Se da un lato il 2023 segna una drastica riduzione della mortalità specifica per Covid-19, dall’altro si osserva un incremento del 4,4% dei decessi dovuti a malattie del sistema respiratorio, che salgono a 52.925 unità, e un aumento del 4,8% per le malattie infettive. Al contrario, l’incremento relativo ai tumori appare marginale rispetto all’anno precedente, suggerendo una relativa stabilità nel controllo di queste patologie nonostante la loro elevata incidenza.

Il confronto con la media del biennio 2018-2019 rivela però dati allarmanti per alcune categorie specifiche. I decessi per malattie dell’apparato genito-urinario sono cresciuti del 34%, mentre quelli legati alle malattie infettive hanno subito un incremento del 24%. Si registrano crescite più contenute per il diabete mellito (+7,5%), le cause esterne (+6,6%) e le malattie dell’apparato digerente (+3,7%). Le malattie respiratorie, invece, mostrano una variazione quasi nulla rispetto al periodo pre-pandemico, con un aumento limitato allo 0,4%, a testimonianza di una stabilizzazione dopo le forti fluttuazioni degli anni scorsi.