La FAO avverte: la crisi dei fertilizzanti e le perturbazioni nello Stretto di Hormuz minacciano la sicurezza alimentare globale

Qu Dongyu avverte che la scarsità di fertilizzanti avrà impatti devastanti sulle rese agricole globali, con conseguenze a lungo termine sulla sicurezza alimentare e sui prezzi dei prodotti

Nel contesto delle crescenti tensioni geopolitiche, una nuova crisi si sta profilando sul fronte agricolo globale. Le perturbazioni nello Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi commerciali mondiali, stanno causando una scarsità globale di fertilizzanti che potrebbe compromettere seriamente la produzione agricola nei prossimi anni. A lanciare l’allarme è stato il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), Qu Dongyu, durante la Riunione Ministeriale dei Paesi MED9++ su “Sostegno alla Sicurezza Alimentare e all’Accesso ai Fertilizzanti”. La FAO, insieme a Italia e Croazia, ha co-presieduto l’incontro che ha riunito i rappresentanti di oltre 40 paesi.

La crisi del fertilizzante e le sue implicazioni globali

Secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale, la crisi in corso non è solo un problema geopolitico, ma uno shock profondo al sistema agroalimentare globale. Lo Stretto di Hormuz, che normalmente movimenta grandi quantità di petrolio, gas naturale liquefatto e zolfo, ha visto le sue rotte commerciali perturbate, con ripercussioni significative anche sul mercato dei fertilizzanti. Questi cambiamenti stanno aumentando i costi energetici, mettendo ulteriormente a rischio la produzione agricola globale.

In un momento di crescente incertezza, Qu Dongyu ha sottolineato che il settore agricolo dipende da un calendario colturale rigido, in cui i fertilizzanti devono essere distribuiti con precisione per garantire buoni raccolti. Il Direttore Generale ha affermato: “l’agricoltura risponde a un calendario colturale che non può essere posticipato. I fertilizzanti devono essere distribuiti in momenti precisi del ciclo produttivo. Se non arrivano in tempo, i raccolti ne risentono, indipendentemente da ciò che accade in seguito”. Un ritardo di poche settimane, ha spiegato, può costringere gli agricoltori a ridurre l’impiego di fertilizzanti o addirittura a rinunciare alla concimazione, con impatti devastanti sulle rese agricole future.

Impatti sulle aree vulnerabili: Africa, Asia e Medio Oriente

L’impatto della scarsità di fertilizzanti non colpirà tutti i paesi allo stesso modo. In particolare, le nazioni africane, asiatiche e quelle del Medio Oriente, già vulnerabili a cause come la insicurezza alimentare, la fragilità economica e gli shock climatici, sono quelle che rischiano di soffrire maggiormente. Questi paesi, infatti, sono altamente dipendenti dalle importazioni di fertilizzanti e risentiranno maggiormente della crisi.

Qu Dongyu ha avvertito che, a causa delle perturbazioni nel mercato globale, la contrazione delle forniture alimentari potrebbe essere grave, con effetti visibili già nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027. “Gli impatti attuali non si limitano ai prezzi presenti, ma si trasmettono ai raccolti futuri”, ha spiegato, indicando come la scarsità di fertilizzanti non riguardi solo i problemi immediati, ma determinerà una diminuzione della disponibilità alimentare nei prossimi anni.

L’importanza di un intervento coordinato a breve, medio e lungo termine

Nel corso del suo intervento, il Direttore Generale ha delineato una serie di azioni da intraprendere per affrontare questa crisi. Nel breve termine, ha sottolineato la necessità di mantenere operative le catene di approvvigionamento, di facilitare rotte commerciali alternative e di evitare restrizioni alle esportazioni. È fondamentale anche garantire che gli agricoltori possano continuare ad accedere agli input agricoli necessari, proteggendo al contempo le filiere umanitarie.

Nel medio termine, Qu ha invitato a rafforzare il coordinamento regionale, diversificando le fonti di fertilizzanti e energia, e a fornire un sostegno mirato alle economia vulnerabili. L’obiettivo è evitare che la crisi colpisca ancora più duramente le economie già fragili, trovando soluzioni che permettano una maggiore resilienza.

Nel lungo termine, il Direttore Generale ha sottolineato l’importanza di un cambiamento strutturale per ridurre la dipendenza dalle rotte di approvvigionamento concentrate, puntando su agricoltura sostenibile, energie rinnovabili e fertilizzanti innovativi. Investire in questi settori, ha spiegato, è cruciale per garantire un futuro più sicuro e resiliente per i sistemi agroalimentari globali. “Un rafforzamento dei sistemi di stoccaggio e logistica è essenziale per proteggere la produzione agricola globale dalle fluttuazioni dei mercati”, ha aggiunto.

La risposta della comunità internazionale e l’impegno della FAO

Qu Dongyu ha anche espresso il suo sostegno per l’iniziativa MED9++, che mira a rafforzare la cooperazione regionale e la sicurezza alimentare in risposta alle crisi globali. Il Direttore Generale ha osservato che la piattaforma è in linea con la visione della FAO dei Quattro Miglioramenti: Produzione Migliore, Nutrizione Migliore, Ambiente Migliore e Qualità di Vita Migliore, principi che devono essere alla base di ogni risposta alle crisi agroalimentari. La FAO si è impegnata a continuare a fornire analisi tecniche, supporto alle politiche e capacità di coordinamento per aiutare i paesi a fronteggiare le sfide crescenti in materia di sicurezza alimentare e accesso ai fertilizzanti.

La crisi dei fertilizzanti legata alle perturbazioni nello Stretto di Hormuz sta mettendo a rischio il futuro della sicurezza alimentare globale. La comunità internazionale dovrà lavorare insieme per affrontare questa sfida, che potrebbe avere impatti devastanti sulle rese agricole e sui prezzi dei prodotti alimentari nei prossimi anni.