La notte scorsa il cielo ha regalato uno spettacolo affascinante con la Luna che ha raggiunto la fase del Primo Quarto, un momento ideale per l’osservazione astronomica grazie alle ombre pronunciate che mettono in risalto la complessa topografia lunare. Il nostro affezionato lettore Alessandro Casula ha colto questa opportunità perfetta per catturare la magia del nostro satellite naturale direttamente da Sinnai, alle 01:15. Attraverso diversi scatti, l’autore ci mostra contemporaneamente la superficie illuminata e la parte in ombra della Luna. Il risultato finale è un perfetto connubio tra precisione tecnica e sensibilità artistica, capace di rivelare dettagli che l’occhio umano faticherebbe a cogliere in un unico sguardo.
La tecnica dell’HDR per catturare la luce cinerea e i crateri
Per ottenere l’effetto visivo, il fotografo ha utilizzato la tecnica dell’HDR, ovvero la gamma dinamica ampia, fondendo insieme 2 scatti caratterizzati da tempi di esposizione diametralmente opposti. La prima immagine componente è stata realizzata con un tempo rapido di 1/250″ a ISO 300, una configurazione ideale per evitare la sovraesposizione della parte colpita dal Sole e definire con nitidezza geometrica i crateri lungo il terminatore, la linea di passaggio tra il giorno e la notte lunare. Al contrario, la seconda fotografia ha richiesto un’esposizione decisamente più lenta, pari a 2,5 secondi a ISO 100, indispensabile per raccogliere la debole luce cinerea. Questo fenomeno, noto anche come “luce della Terra”, è il riflesso della luce del nostro pianeta che illumina delicatamente la porzione del disco lunare altrimenti immersa nell’oscurità.
La strumentazione e la precisione geometrica dello scatto
La combinazione di queste 2 anime dello stesso paesaggio celeste è stata resa possibile dall’uso di una strumentazione ottica di alto livello. Casula ha impiegato un corpo macchina Canon EOS 5D Mark III abbinato a un obiettivo supertele Canon EF 300 L f/2.8. Per spingere al massimo la nitidezza e ridurre al minimo le aberrazioni fisiche, il diaframma è stato chiuso a f/8 in entrambi gli scatti. Questo approccio dimostra come la fotografia astronomica digitale moderna permetta di superare il contrasto estremo dello Spazio, regalandoci una visione profonda e scientificamente accurata del nostro meraviglioso e vicino compagno di viaggio cosmico.
