Al passo di Baros, dove gli spazzaneve lottano ogni primavera contro muri di neve alti diversi metri, c’è un dettaglio che rende il paesaggio ancora più surreale: la neve non è sempre bianca. In queste settimane, il manto nevoso che ricopre il valico più alto della Grecia si è tinto di rosa e di marrone, trasformando la montagna in uno scenario quasi marziano. La ‘colpa’ è della polvere sahariana, che il vento solleva dal deserto nordafricano e trasporta per migliaia di chilometri fino al Pindo e al resto della Grecia. Quando queste nubi di sabbia incontrano una perturbazione, le particelle si mescolano alle precipitazioni e finiscono intrappolate nei fiocchi di neve o depositate sulla loro superficie. Così, quello che cade al suolo non è più la classica neve candida, ma un manto colorato da granelli ricchi di minerali e ossidi di ferro, responsabili delle sfumature rosa e bruno-arancioni.
L’effetto non è solo scenografico. La neve ‘sporcata’ dalla sabbia riflette meno la luce del sole, si scalda più in fretta e tende a fondere prima rispetto a un manto bianco. Per chi deve riaprire una strada a quasi 1900 metri, come al Baros Passo, significa fare i conti con una neve diversa: più pesante, più compatta e spesso più instabile. In mezzo a questo paesaggio color pastello, il nastro di asfalto che riemerge dagli spazzaneve diventa il simbolo di una battaglia quotidiana con gli elementi, tra neve, vento e polvere del Sahara che arriva fin quassù.
