Lunedì 25 maggio, presso la Facoltà di Architettura della Sapienza a Valle Giulia, è stato inaugurato il nuovo spazio immersivo CAVE (Cave Automatic Virtual Environment), una struttura all’avanguardia nel panorama accademico italiano e unica tra le infrastrutture dell’Ateneo. Il progetto trasforma la sala Next Theatre della Facoltà in un ambiente multimediale capace di supportare attività di ricerca e divulgazione scientifica in modalità immersiva e interattiva. L’ambiente CAVE è dotato di tecnologie sofisticate che permettono ai ricercatori di diversi settori di lavorare simultaneamente sullo stesso oggetto, condividendo modelli tridimensionali, nuvole di punti, video a 360°, ricostruzioni digitali e immagini ad alta risoluzione. La struttura, pensata come strumento di interazione e dialogo tra discipline differenti, rappresenta un passo importante verso la creazione di ecosistemi della conoscenza che integrano ricerca e innovazione digitale.
La configurazione della sala prevede tre pareti LED ad alto rendimento, disposte a trapezio per avvolgere completamente l’utente. L’esperienza immersiva è completata da un impianto acustico multidirezionale, che diffonde il suono in ogni direzione, rendendo la fruizione dei contenuti altamente realistica.
Un progetto interdisciplinare sostenuto dal PNRR
Il CAVE è stato progettato e realizzato da ETT – Dedagroup industria digitale creativa, selezionata dalla Sapienza nell’ambito del Partenariato Esteso PE05 – CHANGES Spoke 8, finanziato dal PNRR. La struttura si inserisce all’interno di uno dei principali programmi nazionali dedicati al patrimonio culturale, con l’obiettivo di promuovere sostenibilità, resilienza e valorizzazione del patrimonio tangibile e intangibile.
“L’inaugurazione di oggi – ha dichiarato la Rettrice Antonella Polimeni – non rappresenta soltanto l’apertura di uno spazio tecnologicamente avanzato. Rappresenta soprattutto la concretizzazione di una visione della ricerca sempre più interdisciplinare, collaborativa e orientata alla costruzione di ecosistemi della conoscenza capaci di mettere in dialogo competenze differenti. Il CAVE nasce infatti all’interno del partenariato esteso CHANGES, uno dei più importanti programmi nazionali dedicati al patrimonio culturale nell’ambito del PNRR, che ha posto al centro il tema della sostenibilità, della resilienza e della valorizzazione del patrimonio culturale tangibile e intangibile. È anche attraverso progetti come questo che la Sapienza prova a dare una risposta concreta a una delle grandi sfide del nostro tempo: evitare che le trasformazioni tecnologiche e digitali producano nuove disuguaglianze nell’accesso alla conoscenza, alla formazione e alle opportunità”.
Eventi e protagonisti dell’inaugurazione
La cerimonia di apertura si è svolta con i saluti istituzionali della Rettrice Antonella Polimeni, di Marco Mancini, segretario generale del MUR, di Fabrizio Cobis, dirigente MUR, e di Orazio Carpenzano, preside della Facoltà di Architettura.
Sono seguiti gli interventi di Paolo Carafa, vicepresidente della Fondazione CHANGES e coordinatore di Spoke 8 CHANGES, e di Carlo Bianchini, coordinatore scientifico del progetto CAVE. La giornata si è conclusa con una sessione interattiva che ha permesso ai partecipanti di esplorare e sperimentare in prima persona le potenzialità della nuova infrastruttura.
Un passo verso il futuro della formazione e della cultura digitale
Con l’apertura del CAVE, la Sapienza consolida il suo ruolo di punto di riferimento nella ricerca digitale e nella valorizzazione del patrimonio culturale, offrendo alla comunità accademica uno strumento capace di unire innovazione tecnologica, interdisciplinarità e sostenibilità. L’ambiente immersivo rappresenta non solo un’opportunità per sperimentare nuove modalità di ricerca e insegnamento, ma anche un modello replicabile di integrazione tra cultura digitale e collaborazione scientifica.
