In occasione della Giornata della Terra, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (AUBAC) e l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani hanno presentato un progetto innovativo: “Le parole di AUBAC: un vocabolario per governare il cambiamento”. Si tratta di un’iniziativa che punta a coniugare la cultura e la governance del territorio, con un’attenzione particolare alla gestione delle risorse naturali e alle sfide della transizione ecologica. Questo progetto introduce dieci nuove voci che rappresentano concetti fondamentali per comprendere e affrontare le sfide ambientali contemporanee.
Il legame tra linguaggio e sostenibilità
Il progetto si inserisce all’interno della rubrica Treccani “Le parole valgono” e nasce dalla consapevolezza che, nell’epoca della crisi climatica e della trasformazione digitale, non bastano solo i dati, i modelli e gli strumenti tecnici per governare il territorio. È fondamentale anche avere un linguaggio condiviso, in grado di rendere accessibili concetti complessi, costruire una consapevolezza pubblica e orientare le decisioni collettive. Come sottolineato dai promotori, governare il territorio oggi significa affrontare una serie di tematiche che non si limitano a un singolo aspetto, ma riguardano il rapporto tra l’uomo e il pianeta.
Le dieci nuove voci: il cuore del progetto
Le dieci nuove parole presentate nel progetto trattano temi fondamentali per il futuro delle nostre città e del nostro ambiente. Ognuna di queste voci esplora in modo specifico il rapporto tra territorio, acqua, energia e la transizione ecologica. Le parole sono state selezionate per delineare un quadro complesso e interconnesso di sfide, soluzioni e responsabilità, con l’intento di creare un linguaggio utile non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per la cittadinanza.
Due delle dieci voci selezionate entrano direttamente nel Vocabolario Treccani, entrando a far parte del lessico ufficiale della lingua italiana. Si tratta di “gemello digitale” e “città rigenerativa”, termini che incarnano due dei concetti più innovativi e rilevanti nel campo della sostenibilità e della gestione del territorio. Il “gemello digitale”, in particolare, è uno strumento avanzato di simulazione e conoscenza, che permette di modellare e monitorare in tempo reale i sistemi naturali e urbani, mentre le “città rigenerative” rappresentano un nuovo approccio alla progettazione urbana, basato su un modello che recupera, ripara e rigenera gli spazi e le risorse.
Le altre otto voci selezionate entrano invece nell’Enciclopedia Italiana, ma sono altrettanto cruciali per la comprensione dei temi legati alla sostenibilità. Si parla di sicurezza idrica, un tema che riguarda la gestione delle risorse legate all’acqua, delle infrastrutture naturali, che sono essenziali per mantenere l’equilibrio ecologico, e della resilienza climatica, che misura la capacità dei territori di affrontare i cambiamenti climatici e di adattarsi alle nuove condizioni.
Inoltre, il progetto esplora la transizione energetica, un passaggio fondamentale verso fonti di energia rinnovabili, l’economia circolare, che promuove il riuso e il riciclo delle risorse, e la sostenibilità alimentare, che implica scelte alimentari più responsabili e sostenibili per l’ambiente. Non meno rilevante è l’introduzione del concetto di equità ambientale, che si riferisce alla giusta distribuzione dei costi e dei benefici derivanti dai processi di trasformazione del territorio, affinché non siano i territori più fragili a subire maggiormente gli effetti negativi.
Un vocabolario per affrontare le grandi sfide del presente
Le dieci parole selezionate non solo rispondono alle necessità di affrontare le grandi transizioni del presente, come quelle digitale, idrica, energetica, urbana e ambientale, ma mirano anche a tessere insieme le varie sfide globali. Il progetto evidenzia la crescente interconnessione tra i vari settori e la necessità di un approccio olistico nella gestione del territorio e delle sue risorse. Come sottolineano i promotori del progetto, “la trama che unisce queste parole è quella della cura del territorio”. Un territorio che deve essere protetto, curato e trasformato in maniera sostenibile.
Il ruolo della governance e la sfida della cooperazione
Il progetto si fonda sul concetto di governance territoriale, intesa come un modello che supera i confini amministrativi per seguire l’unità fisica dei sistemi naturali. In questo senso, l’Autorità di bacino gioca un ruolo centrale, in quanto ente che gestisce l’intero bacino idrografico, promuovendo la cooperazione tra le diverse autorità locali, le istituzioni e la società civile. In un contesto in cui le sfide globali sono sempre più complesse, è necessario che tutti i soggetti coinvolti, dalle amministrazioni pubbliche alle imprese, fino ai cittadini, collaborino per proteggere il nostro ambiente e garantire un futuro sostenibile.
Le città del futuro e la visione di AUBAC
Un tema fondamentale nel progetto riguarda le città rigenerative, che si pongono come modello ideale di sviluppo urbano. Queste città sono concepite come luoghi in cui le risorse vengono utilizzate in modo circolare, dove i rifiuti sono ridotti al minimo, e dove la progettazione mira a rigenerare l’ambiente anziché danneggiarlo. Un aspetto fondamentale di questa visione è la creazione di comunità resilienti e sostenibili, che possano affrontare le sfide future in modo equo e inclusivo.
Le città rigenerative non sono solo luoghi di innovazione tecnologica, ma anche centri di inclusione sociale ed economica. In queste città, l’obiettivo non è solo quello di ridurre l’impatto ambientale, ma anche di promuovere un’equità sociale che renda il cambiamento accessibile a tutti, senza lasciare indietro i più vulnerabili.
Il valore di un nuovo linguaggio
Con il progetto “Le parole di AUBAC”, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale e l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani intendono fornire un contributo importante per la costruzione di un linguaggio condiviso in grado di orientare le scelte politiche, sociali ed economiche in un momento cruciale della nostra storia. La consapevolezza collettiva riguardo alle sfide ambientali, alle trasformazioni urbane e alla gestione delle risorse naturali è fondamentale per costruire un futuro più sostenibile e giusto. Le parole, come suggerisce il progetto, non sono solo strumenti di comunicazione, ma veicoli per il cambiamento, capaci di plasmare la realtà che ci circonda.
