Dal 14 al 16 aprile, il Gruppo Operativo (GO) QUEST (Quick Earthquake Survey Team) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha svolto un’esercitazione sul campo in due località simbolo della sismicità dell’Appennino meridionale, coinvolgendo circa 50 tra ricercatori, ricercatrici e tecnici provenienti da diverse sedi INGV distribuite su tutto il territorio nazionale. Le località scelte per l’esercitazione sono Apice Vecchio (BN) e Conza della Campania (AV), entrambe colpite da devastanti terremoti, come quello in Irpinia e Basilicata del 1980, che hanno segnato profondamente la memoria storica e sociale di queste terre.
Obiettivi e finalità dell’esercitazione sul campo
Il principale obiettivo dell’esercitazione era quello di rafforzare le competenze operative dei partecipanti, migliorando le loro capacità di rilievo macrosismico, un’attività fondamentale per la valutazione degli effetti dei terremoti durante le emergenze sismiche. Questo tipo di attività permette di raccogliere dati dettagliati sui danni provocati dagli eventi sismici, fornendo informazioni essenziali per le operazioni di soccorso e per una gestione efficace delle emergenze. Durante le giornate di formazione, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di approfondire le metodologie di rilievo e di analizzare le tipologie edilizie locali, che sono spesso cruciali nel determinare la vulnerabilità degli edifici.
La formazione teorica: panoramica sulla macrosismica
Il 14 aprile, l’esercitazione è iniziata con una sessione seminariale introduttiva, pensata soprattutto per i nuovi membri del Gruppo Operativo QUEST. Durante l’incontro sono stati forniti gli strumenti necessari per comprendere la macrosismica e le metodologie di rilievo utilizzate nelle emergenze. Un focus particolare è stato dedicato alle caratteristiche della sismicità dell’Appennino meridionale, una delle zone più vulnerabili d’Italia, e al devastante terremoto del 23 novembre 1980, che ha provocato ingenti danni in tutta la regione, in particolare ad Apice Vecchio e Conza della Campania.
Un ulteriore momento del seminario è stato dedicato all’analisi delle tipologie edilizie locali, utilizzando il Database Fotografico Macrosismico DFM. Questo strumento rappresenta un supporto fondamentale per la formazione del GO, poiché permette di riconoscere le diverse vulnerabilità delle costruzioni e di valutare i danni in modo sistematico e preciso.
Le attività sul campo: simulazione di operazioni di rilievo
Nei due giorni successivi, il gruppo si è spostato sul campo, visitando i centri di Apice Vecchio e Conza Vecchia. Apice Vecchio è un centro abitato che è stato delocalizzato a seguito del terremoto del 21 agosto 1962, mentre Conza Vecchia è stata completamente rasa al suolo dal terremoto del 23 novembre 1980, con la popolazione trasferita più a valle. In queste località, i partecipanti hanno simulato le operazioni di rilievo macrosismico, utilizzando le procedure standard che vengono adottate in situazioni di emergenza. Questo tipo di attività pratica ha permesso ai ricercatori di osservare direttamente gli edifici danneggiati, comprendendo meglio l’impatto dei terremoti sulla struttura degli edifici e sulle comunità.
Durante l’esercitazione, è stato possibile consolidare le conoscenze teoriche sul riconoscimento delle tipologie edilizie e dei danni causati dagli eventi sismici, competenze cruciali per la corretta classificazione della sismicità di una zona e per l’efficace gestione dell’emergenza. La possibilità di confrontarsi con strutture fisiche danneggiate ha rappresentato una palestra pratica, offrendo una visione concreta delle sfide che si affrontano durante una reale emergenza sismica.
L’analisi e la valutazione dei dati: assegnazione dell’intensità macrosismica
Una parte fondamentale dell’esercitazione è stata l’analisi dei dati raccolti sul campo, che ha rappresentato il momento di confronto e analisi delle osservazioni effettuate. I partecipanti hanno discusso e interpretato i dati, assegnando l’intensità macrosismica secondo la scala EMS-98 (European Macroseismic Scale), uno degli strumenti standard più utilizzati per valutare l’intensità dei danni causati dai terremoti. Questo processo è stato cruciale per armonizzare le valutazioni, consentendo a ciascun membro del GO di consolidare le competenze nel settore del rilievo macrosismico e migliorare la capacità di interpretare correttamente i dati in situazioni di emergenza.
Un’esperienza fondamentale per il futuro della gestione delle emergenze
L’esercitazione svolta in Irpinia si inserisce in un programma di formazione periodica dei Gruppi Operativi dell’INGV, attività che sono essenziali per garantire interventi tempestivi ed efficaci durante le emergenze sismiche. Grazie a queste attività di aggiornamento, il personale coinvolto diventa più preparato e capace di intervenire in modo coordinato e preciso, riducendo il rischio per la popolazione e migliorando l’efficacia dei soccorsi.
L’esercitazione ha rappresentato un’importante opportunità per i partecipanti di accrescere le loro competenze e rafforzare la rete di collaborazione tra i diversi gruppi operativi dislocati sul territorio, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle emergenze sismiche in Italia. Il Gruppo Operativo QUEST dell’INGV continua a dimostrarsi un elemento fondamentale per l’approfondimento scientifico e la preparazione operativa necessarie per affrontare le sfide poste dalla sismicità del nostro paese.

