L’Uganda ha deciso di chiudere con effetto immediato i confini terrestri con la Repubblica Democratica del Congo nel tentativo di arginare la diffusione dell’epidemia di Ebola che sta colpendo il Paese confinante. La misura è stata annunciata dal ministero della Salute ugandese ed è stata ripresa dall’agenzia Afp, in un contesto di crescente allarme sanitario nell’Africa centrale. La decisione arriva dopo la registrazione di sette casi del ceppo Bundibugyo sul territorio ugandese. Si tratta di una variante del virus Ebola per la quale, allo stato attuale, non esistono né vaccini né cure specifiche. L’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo era stata identificata ufficialmente lo scorso 15 maggio, ma nelle ultime settimane il numero dei casi sospetti e dei decessi è aumentato rapidamente.
Le eccezioni previste dal governo ugandese
Nonostante la chiusura delle frontiere terrestri, il governo di Kampala ha previsto alcune deroghe per garantire la continuità delle attività considerate essenziali. A chiarirlo è stata il viceministro della Salute, Diana Atwine, nel corso di una conferenza stampa. “Le uniche eccezioni riguardano le squadre autorizzate, le operazioni umanitarie, il trasporto di cibo e merci e la sicurezza, nel rispetto di rigorosi protocolli di screening sanitario e monitoraggio”, ha dichiarato ai giornalisti il viceministro della Salute, Diana Atwine.
Le autorità ugandesi hanno inoltre annunciato una misura aggiuntiva destinata a rafforzare il controllo sanitario alle frontiere. Chiunque arrivi dalla Repubblica Democratica del Congo sarà infatti sottoposto a una quarantena obbligatoria di 21 giorni, periodo che corrisponde al tempo massimo di incubazione del virus Ebola.
Il ceppo Bundibugyo e l’allarme sanitario nella regione
Particolare preoccupazione sta suscitando la diffusione del ceppo Bundibugyo, variante dell’Ebola identificata per la prima volta proprio in Uganda nel 2007. Gli esperti sanitari monitorano attentamente la situazione perché, a differenza di altri ceppi del virus, per questa forma non sono disponibili vaccini approvati né trattamenti specifici.
La presenza di casi confermati in Uganda aumenta il rischio di trasmissione transfrontaliera in un’area caratterizzata da intensi movimenti di persone e merci. La chiusura dei confini rappresenta quindi una misura straordinaria adottata per limitare i contatti e ridurre il rischio di ulteriore propagazione del contagio.
I numeri dell’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo
Secondo i dati ufficiali diffusi dalle autorità sanitarie, nella Repubblica Democratica del Congo si sono registrati oltre 220 decessi sospetti e almeno mille casi sospetti legati all’epidemia di Ebola. Numeri che hanno spinto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dichiarare la situazione un’emergenza internazionale.
L’espansione del focolaio continua a destare forte preoccupazione nella comunità internazionale, soprattutto per la possibilità che il virus possa diffondersi ulteriormente nei Paesi confinanti. Le misure adottate dall’Uganda segnano uno dei più severi tentativi di contenimento messi in campo nella regione dall’inizio dell’emergenza sanitaria.
