L’Unione Europea sta preparando un pacchetto di misure senza precedenti per rafforzare la propria sovranità tecnologica, riducendo la dipendenza da aziende straniere e incentivando la produzione locale di chip, servizi cloud e soluzioni di intelligenza artificiale. La mossa segna un’accelerazione della strategia europea volta a “riconquistare il suo posto nella corsa globale al potere geoeconomico”, secondo una bozza di documento visionata dall’AFP. Il pacchetto, atteso per mercoledì, rappresenta una delle mosse più radicali della Commissione Europea per disegnare un ecosistema digitale più autonomo, sfidando la predominanza americana e cinese nel settore tecnologico.
La dipendenza dal cloud statunitense preoccupa Bruxelles
Una delle principali criticità evidenziate dai funzionari dell’UE è la forte dipendenza dai fornitori di servizi cloud statunitensi, che oggi controllano circa il 70% del mercato europeo. Questa concentrazione preoccupa gli europei. Nonostante l’attenzione sia rivolta alla predominanza americana, i funzionari europei sottolineano la necessità di garantire la sicurezza e l’indipendenza dei propri sistemi digitali senza citare direttamente gli Stati Uniti come obiettivo. La tecnologia americana domina oggi settori strategici come il cloud computing, i social media e l’e-commerce, rendendo l’Europa vulnerabile a interferenze esterne.
Le parole del commissario europeo Teresa Ribera
Il commissario europeo per la concorrenza, Teresa Ribera, ha sottolineato la priorità di rafforzare le capacità interne: “dobbiamo sviluppare le nostre capacità. Non possiamo permettere a nessuno di influenzare le nostre decisioni, i nostri valori, la nostra economia e i nostri servizi, che funzionano bene”.
Secondo i vertici dell’UE, esempi concreti della presa di potere delle aziende straniere sono le sanzioni imposte da Washington contro i giudici della Corte penale internazionale, volute da Trump nel febbraio 2025, che hanno ulteriormente alimentato le preoccupazioni sulla vulnerabilità europea.
Reazioni americane: avvertimenti contro il protezionismo
Gli Stati Uniti hanno reagito con cautela. L’inviato statunitense presso l’UE, Andrew Puzder, ha messo in guardia contro qualsiasi misura protezionistica che possa penalizzare le aziende americane, ricordando la necessità di un approccio cooperativo: “l’Europa non potrà entrare nell’economia dell’intelligenza artificiale trascinando gli altri verso il basso”. Le grandi aziende tecnologiche statunitensi hanno ribadito l’importanza di mantenere aperto il mercato europeo, evitando esclusioni che potrebbero innescare tensioni transatlantiche.
Il pacchetto europeo su chip, cloud computing e intelligenza artificiale si inserisce in un più ampio quadro di iniziative volte a sostenere la produzione locale e a proteggere l’UE da potenziali pressioni esterne. Bruxelles mira a creare un ecosistema digitale competitivo e sicuro, riducendo la dipendenza dalle piattaforme straniere e consolidando il proprio ruolo nella geopolitica tecnologica globale.
L’autonomia tecnologica non rappresenta solo un obiettivo economico, ma anche strategico: controllare le infrastrutture critiche digitali significa preservare l’indipendenza decisionale e proteggere i servizi essenziali da influenze esterne, consolidando l’UE come protagonista della rivoluzione digitale globale.
