Maltempo Francia, fiocchi sulle Alpi a maggio: Bellevarde imbiancata e zero termico in calo, torna l’inverno in alta quota | VIDEO

Il mese di maggio conferma la sua variabilità: tra irruzioni fredde e instabilità, le Alpi restano terreno favorevole per episodi nevosi tardivi

La neve è tornata a imbiancare le alte quote delle Alpi in questo martedì 5 maggio 2026, dando una dimostrazione concreta di quanto il mese di maggio sappia ancora sorprendere sul fronte meteo. Un contesto che richiama perfettamente il proverbio francese «En mai, fais ce qu’il te plaît», spesso usato per sottolineare l’elevata variabilità atmosferica di questo mese di transizione tra inverno e stagione estiva. I fiocchi hanno fatto la loro comparsa oltre i 2100 metri di quota nel corso delle prime luci dell’alba, riportando un autentico scenario invernale sulle cime, mentre in pianura la primavera risulta già ben avviata con temperature nettamente più miti.

Bellevarde si risveglia sotto la neve

A Bellevarde, a 2688 metri di altitudine sopra Val-d’Isère in Savoia, le webcam hanno immortalato verso le 6:30 del mattino il ritorno del manto bianco sulle parti alte del comprensorio. Le immagini mostrano piste e pendii nuovamente imbiancati, a poche ore dalla chiusura ufficiale della stagione sciistica avvenuta il 3 maggio sul comprensorio Tignes–Val d’Isère. Una situazione che può stupire chi associa automaticamente il mese di maggio a condizioni ormai pienamente primaverili, ma che nelle Alpi rientra in una climatologia dove gli episodi nevosi tardivi non sono affatto rari oltre i 2000 metri.

Neve di maggio: un classico dell’alta quota

I ritorni di neve nel mese di maggio sono relativamente frequenti sui massicci alpini, soprattutto alle quote più elevate, quando l’arrivo di aria più fredda in quota si combina con il passaggio di perturbazioni ancora attive. Già nel maggio 2025 diversi comprensori avevano registrato episodi simili, con nevicate osservate localmente fin verso i 1600 metri, come accaduto ad esempio in località come Alpe d’Huez e Chamrousse, imbiancate fino a 1800 metri. In questi casi, il transito di fronti perturbati è in grado di abbassare temporaneamente la quota neve, nonostante il progressivo aumento delle temperature medie tipico della stagione.

La quota dei 2100 metri misurata quest’oggi come limite tra pioggia e neve si colloca perfettamente nei valori consueti per il periodo, con uno zero termico che in primavera tende a oscillare tra 2000 e 2500 metri a seconda delle masse d’aria in gioco. Al di sopra di tale soglia, le precipitazioni tendono a presentarsi in forma solida, potendo localmente dare luogo ad accumuli significativi laddove le precipitazioni risultano più insistenti o intense.

Val-d’Isère: giornata dinamica e temperature sotto media

Su Val-d’Isère, questo 5 maggio è segnato da un tempo vivace e variabile, con passaggi nuvolosi, rovesci e schiarite alternate e un contesto termico piuttosto fresco per la stagione. Le elaborazioni indicano valori generalmente compresi tra 0°C e 10°C nel corso della giornata in quota, in linea con una circolazione che mantiene aria relativamente fredda alle quote medio-alte. Nel corso della notte, quando si sono verificate le nevicate, la ventilazione ha soffiato moderata dai quadranti meridionali e sud-orientali, favorendo l’afflusso di aria più fredda in quota e mantenendo lo zero termico abbastanza basso da consentire ai fenomeni di assumere carattere nevoso oltre i 2100 metri.

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