Maltempo Lombardia: agricoltura in ginocchio tra allagamenti e grandine

Gravi danni alle coltivazioni nella bassa bresciana, nel mantovano e nel soresinese

L’ondata di maltempo che ha colpito duramente la Lombardia nella giornata di ieri ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione, infliggendo un colpo gravissimo all’intera filiera agroalimentare della regione. Le violente precipitazioni e le forti raffiche di vento hanno trasformato il paesaggio agricolo in uno scenario critico, con vasti campi completamente allagati e innumerevoli danni registrati ai tetti e agli impianti delle strutture agricole locali. A questa situazione problematica si aggiunge la furia della grandine, che ha letteralmente tranciato svariati ettari di piante, compromettendo il lavoro di mesi. Le aree che hanno subito le conseguenze più pesanti sono quelle della bassa bresciana, del basso mantovano e del bacino soresinese, dove i danni risultano particolarmente ingenti e la preoccupazione per il futuro delle coltivazioni è ormai palpabile tra tutti gli operatori del settore.

Campi di mais distrutti e il rischio della risemina

La situazione appare drammatica per le colture locali. Ai terreni sommersi dall’acqua si sommano interi campi di mais andati completamente distrutti sotto i colpi della grandinata. Molti agricoltori temono ormai che, nelle zone maggiormente colpite, le coltivazioni difficilmente riusciranno a riprendere il loro normale ciclo vitale, costringendo di fatto le aziende ad affrontare i costi, le tempistiche e le incognite di una nuova semina. In questo difficile contesto, l’intervento delle associazioni di categoria sottolinea la fragilità del settore primario di fronte alle bizzarrie del clima. “Queste situazioni – afferma Coldiretti Lombardia in una nota – dimostrano ancora una volta come l’agricoltura sia l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi“.

L’impatto del vento e l’emergenza verso Est

Oltre all’impatto devastante del ghiaccio, il territorio ha dovuto fronteggiare la potenza delle correnti d’aria. La bassa bresciana è stata infatti investita in pieno da raffiche di vento eccezionalmente forti, le quali hanno causato ulteriori cedimenti strutturali a campi e impianti, concentrandosi soprattutto nelle zone comprese tra i comuni di Ghedi e Montirone. L’emergenza si estende ben oltre i confini del bresciano, toccando in modo significativo anche le province limitrofe e procedendo verso le aree orientali della regione. “Indicazioni stanno arrivando anche dalla provincia di Mantova – prosegue l’associazione – nel basso mantovano la grandine ha colpito nelle ore notturne provocando alcuni danni a pere e mais, mentre tra Est e alto mantovano si segnalano episodi isolati di danni a capannoni e a vigneti“. La conta definitiva dei danni è appena iniziata, tuttavia risulta già evidente come questa ennesima perturbazione rappresenti una ferita profonda per il tessuto economico agricolo del territorio.

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