Un pomeriggio apparentemente normale si è trasformato in un momento di forte tensione per gli abitanti di Isernia, sorpresi da due boati improvvisi e violentissimi, ben diversi dal classico tuono di un temporale. Il rumore, secco e potente, è stato percepito da più zone della città, alimentando stupore e preoccupazione. Secondo l’analisi di Pietro Grosso, appassionato e osservatore di fulmini, una delle scariche avrebbe raggiunto un’intensità di circa 42.000 ampere, un valore decisamente elevato rispetto alla media dei fulmini ordinari, che in genere si collocano tra i 5.000 e gli 8.000 ampere.
Un’energia di questo tipo è in grado di generare effetti particolarmente intensi: quando il fulmine attraversa l’aria, infatti, la temperatura lungo il suo canale può superare i 30.000 gradi, provocando un’espansione rapidissima dell’aria circostante e generando un’onda d’urto che si manifesta come un vero e proprio boato, spesso percepito più come un’esplosione che come un semplice tuono.

È bene ricordare e parlare anche di una tipologia particolare di scariche, i cosiddetti fulmini a ‘canale liscio’, caratterizzati da una traiettoria quasi rettilinea e da una struttura poco ramificata, fenomeni relativamente rari ma più frequenti nei temporali organizzati come le supercelle e spesso difficili da osservare e fotografare. Eventi di questo tipo ricordano inoltre che il pericolo non è limitato alle aree colpite direttamente dalla pioggia: scariche molto intense possono verificarsi anche a diversi chilometri dal nucleo principale del temporale, rendendo fondamentale sospendere le attività all’aperto già ai primi segnali di attività elettrica.
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