Uno scenario che potrebbe ricordare la stagione invernale: tutto ciò combacia perfettamente con quanto è accaduto tra la Slesia e la regione di Opolskie nel corso della giornata odierna, quando una serie di violenti temporali a lenta evoluzione si è organizzata in supercelle, scaricando grandine e piogge torrenziali per ore sulle stesse zone. In diversi centri abitati il terreno è stato ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio, con allagamenti e strade trasformate in veri e propri torrenti, dando appunto l’impressione di un paesaggio simil invernale nonostante il calendario. Nell’area di Opole, ad esempio, il radar meteorologico ha evidenziato strutture temporalesche particolarmente organizzate e intense, che si sono strutturate in supercelle in movimento dalla Polonia sud-occidentale verso i settori nordorientali, accompagnati inoltre da una fortissima attività elettrica, raffiche di vento e grandine.

Le previsioni dei modelli numerici indicavano precipitazioni abbondanti, dell’ordine di 20-35 mm in un breve lasso di tempo, con raffiche di vento fino a 70-80 km/h e chicchi di grandine di circa 2 cm di diametro, un quadro pienamente coerente con uno scenario di convezione severa per il periodo.
In un quadro sinottico come quello appena descritto, le supercelle alimentate da un forte wind shear verticale e da correnti molto umide non determinano soltanto grandine di grossa dimensione, ma anche e soprattutto ingenti quantità di grandine di piccole e medie dimensioni.
Il problema è che, in queste situazioni, i sistemi di drenaggio urbani non riescono a smaltire il micidiale mix di pioggia e grandine in tempi sufficientemente rapidi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strade imbiancate, tombini ostruiti, corsi d’acqua improvvisati lungo i pendii cittadini e veri e propri ‘fiumi’ di acqua e ghiaccio.
Statisticamente parlando, il mese di maggio sulla Polonia centro-meridionale, favorisce la combinazione di forte shear negli strati medio-bassi e di marcata instabilità (alti valori di CAPE) creando un ambiente ideale per lo sviluppo di supercelle organizzate, con rischio di grandinate, downburst e fenomeni alluvionali localizzati.
Non si è trattato solo di un singolo episodio temporalesco, ma di più ’round’ convettivi che hanno insistito per ore, trasformando un ‘banale’ temporale di maggio in un evento capace di lasciare al suolo un accumulo tipico della stagione invernale.