Il plateau antartico continua a registrare valori eccezionali: negli ultimi giorni la stazione Concordia è sprofondata in una fase di gelo estremo, con temperature tra le più basse dell’intera stagione. Il picco è stato raggiunto il 30 maggio, quando la minima ha toccato i -76.2°C, mentre il giorno precedente si è registrata una massima di appena -70.1°C, sintomatica di un gelo persistente anche nelle ore più ‘calde’ della giornata. Nel dettaglio, le minime giornaliere hanno oscillato su valori estremamente bassi: -76.1°C il 28 maggio, -75.4°C il 29, -76.2°C il 30 e circa -75.9°C il 31 maggio (dato provvisorio). Si tratta di valori pienamente coerenti con le rilevazioni delle stazioni meteo, che confermano come il 28 maggio sia stato il primo giorno della stagione a scendere sotto la soglia dei -75°C.
Ciò che colpisce, però, è l’intensità dell’ondata di gelo: alla fine dell’autunno australe, le temperature medie si attestano intorno ai -65°C, rendendo questo evento nettamente più rigido rispetto alla norma. Inoltre, l’escursione termica giornaliera è risultata estremamente contenuta, con valori che sono rimasti costantemente sotto i -70°C, segno di un cuscinetto freddo molto stabile e persistente sull’altopiano antartico.
Un’analisi di dati satellitari pubblicata nel 2018 ha mostrato che tra il 2004 e il 2016, in circa un centinaio di siti sull’altopiano antartico orientale, le temperature superficiali sono scese fino a –98°C, con un minimo assoluto di –98,6°C il 23 luglio 2004. Queste misure derivano dalla temperatura della superficie nevosa (cosiddetta ‘skin temperature‘) e non da termometri standard a 2 m, ma rappresentano ad oggi il valore più basso stimato sulla Terra.
