Meteo, Europa spaccata in due: Mosca verso record storici di caldo mentre Italia e Balcani restano tra piogge e gelo tardivo

La Russia europea si prepara a vivere una delle ondate di caldo più intense degli ultimi decenni, con temperature fino a +35°C tra Mosca, Volga e Urali occidentali, mentre Italia, Balcani ed Europa centrale resteranno alle prese con piogge, aria fredda e temporali

L’Europa si prepara a vivere una delle spaccature termiche più estreme degli ultimi decenni. Mentre la Russia europea si appresta a essere travolta da un’ondata di caldo eccezionale con temperature che potrebbero toccare i +35°C e polverizzare centinaia di record, l’Italia, i Balcani e gran parte dell’Europa centrale restano intrappolati in una morsa di freddo tardivo, piogge torrenziali e violenti temporali che ricordano più la fine di marzo che la seconda metà di maggio.

I principali modelli fisico-matematici, tra i quali gli autorevoli GFS e ECMWF, convergono su uno scenario particolare: un robusto anticiclone di blocco sta per consolidarsi sulla Siberia occidentale e la Russia europea, favorendo l’avvezione di masse d’aria torrida dal Caucaso e dall’Asia centrale verso nord.

Le anomalie termiche previste ad 850 hPa raggiungono valori compresi tra +12 e +16°C su un’area piuttosto ampia, traducendosi in temperature al suolo che localmente potrebbero superare i +30/+35°C tra Mosca, il Volga e gli Urali occidentali. Già nei primi giorni di maggio la capitale sovietica ha assaggiato un anticipo di caldo, con la stazione meteorologica VDNKh che ha registrato +22°C il 3 maggio, mentre alcune zone della regione moscovita hanno raggiunto valori prossimi ai +24°C. Il picco è atteso per la prossima settimana, quando si prevedono temperature massime di circa +28°C, un valore straordinario per metà maggio.

Ma è nella parte finale dello stesso mese che il caldo potrebbe assumere proporzioni storiche. Per una città come Mosca, dove a fine maggio le temperature medie si aggirano sui +20/+22°C, superare i +30°C o addirittura avvicinarsi ai +35°C significherebbe battere record storici, alcuni dei quali risalgono all’inizio del Novecento. L’unico precedente comparabile fu nel giugno 2021, quando la capitale russa sfiorò i +35°C.

Il Centro Idrometeorologico Russo conferma che già da giugno temperature sopra la norma interesseranno i distretti federali Nord-Occidentali, del Volga, degli Urali e del nord-ovest della Siberia, con anomalie persistenti che potrebbero protrarsi ben oltre le medie stagionali.

Nel frattempo, a poche migliaia di chilometri di distanza, l’Italia (in particolar modo la fascia alpina) e i Balcani vivranno un mese di maggio da dimenticare sotto il profilo termico. La genesi di una profonda saccatura sull’Europa centrale favorirà temperature ben al di sotto delle medie del periodo.

Le mappe del modello GFS mostrano anomalie termiche ad 850 hPa tra -6 e -10°C sull’Italia, i Balcani e settori dell’Europa centrale. In pratica, diverse località faticheranno a superare I valori tipici di fine marzo o inizio aprile, con rovesci frequenti, grandinate di piccole dimensioni e isolati temporali anche severi nonostante la massa d’aria relativamente fredda. Il maltempo dovrebbe persistere almeno fino al 17 maggio, con un successivo cambio di scenario previsto dal 20 dello stesso mese.

Questi scenari attesi da qui alla fine del mese di maggio, racchiudono in un’unica istantanea ciò che i climatologi definiscono ‘la nuova normalità‘, ossia pattern sempre più amplificati, con contrasti termici e fenomeni sempre più estremi rispetto alle medie climatiche.

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