Meteo, Europa tra caldo eccezionale e freddo anomalo: un evento estremo che non basta da solo a spiegare il cambiamento climatico

Mentre l’Europa occidentale sperimenta temperature fino a 10-14°C oltre le medie stagionali e condizioni quasi estive, tra Ucraina e Russia europea persistono anomalie gelide fino a -16°C che riportano scenari pienamente invernali

Come si nota chiaramente dalle mappe delle anomalie termiche, l’Europa si presenta letteralmente spaccata in due: mentre l’Europa occidentale vive un anticipo d’estate con anomalie fino a +10/+14 °C sopra le medie del periodo, l’Est europeo è stretto nella morsa del gelo, con scarti fino a -8/-16°C che hanno riportato condizioni simil invernali. Tra Regno Unito, Francia, Penisola Iberica e nord Italia il caldo è già intenso, con temperature ben oltre i valori tipici di fine primavera e un clima che ricorda pienamente quelli di luglio e agosto, mentre tra Ucraina, Russia europea e Paesi limitrofi domina un’anomalia gelida che ribalta completamente lo scenario meteorologico.

Alla base di questa dicotomia c’è una configurazione fortemente ondulata del getto polare, che disegna una dinamica capace di spingere masse d’aria subtropicale verso ovest/nordovest e, contemporaneamente, di favorire la discesa di aria artica verso est, creando un vero e proprio ‘muro’ nel cuore del vecchio Continente. Questo assetto tende inoltre a persistere per più giorni, bloccando le masse d’aria e amplificando gli effetti al suolo, con anomalie che diventano sempre più marcate sia sul fronte caldo sia su quello freddo.

Precipitazioni Europa est e ovest

Episodi di questo tipo si inseriscono in un contesto climatico in cui le ondate di caldo in Europa risultano sempre più frequenti e intense, un segnale evidenziato da numerosi studi, ma allo stesso tempo richiedono cautela nell’interpretazione: un singolo evento, per quanto eclatante, non basta da solo a definire un trend climatico, che deve essere analizzato su scale temporali molto più lunghe attraverso studi di causalità.

Resta però evidente come la circolazione atmosferica stia mostrando sempre più spesso configurazioni estreme e persistenti, capaci di generare contrasti così netti da dividere letteralmente l’Europa in due stagioni contrapposte. Episodi simili, con contrasti termici estremi tra Europa occidentale e orientale, si sono già verificati negli anni precedenti, con alcune analogie significative.

Nel maggio 2013, ad esempio, nevicò abbondantemente sulle Alpi occidentali e sull’Appennino Ligure sotto i 1000 metri, mentre il mese di maggio 2019 fu a lungo fresco e perturbato con nevicate a quote medio-basse nella prima parte del mese. La primavera 2021 rappresenta un altro caso degno di nota: al Nord Italia si registrò la primavera più fredda degli ultimi 30 anni, con anomalie negative marcate anche in Germania, che visse il maggio più freddo dal 2010, e nel Regno Unito con temperature massime tra le più basse della serie storica.