L’Abruzzo vive un inizio settimana dal sapore quasi estivo, con cieli sereni, temperature in deciso aumento e venti di Libeccio che soffiano con forza, soprattutto sul versante adriatico. Ma si tratta solo di una tregua: nuove perturbazioni sono già in agguato e riporteranno una marcata instabilità nel corso dei prossimi giorni. Nel frattempo il Garbino ha fatto sentire tutta la sua forza, con raffiche che in alcune aree hanno superato i 70-80 km/h, contribuendo a un sensibile aumento delle temperature, specie sui versanti orientali della regione. Valori che hanno raggiunto picchi quasi estivi, con 28°C ad Atessa (Val di Sangro), 27.2°C a Tollo e oltre 26°C tra Chieti e Pianella. Un clima caldo e secco, tipico delle correnti sud-occidentali, che ha regalato una giornata stabile e luminosa su gran parte della regione.
Questa fase stabile, tuttavia, ha i giorni contati. Già da mercoledì 13 maggio è atteso un cambiamento deciso, con l’arrivo di una nuova perturbazione sulle regioni centrali. Le prime nubi faranno la loro comparsa nel corso della giornata, seguite da precipitazioni tra il pomeriggio e la sera, segnando la fine della breve parentesi anticiclonica. Ma non sarà un episodio isolato: una seconda perturbazione potrebbe raggiungere l’Italia tra giovedì 14 e venerdì 15 maggio, portando un ulteriore peggioramento con temperature in calo e nuovi fenomeni. Inizialmente coinvolto il Nord, il maltempo si estenderà poi anche al Centro-Sud, riportando condizioni più instabili su gran parte della Penisola.
Il Garbino è un vento di caduta caldo e secco che interessa soprattutto il versante adriatico dell’Appennino, in particolare Romagna, Marche e Abruzzo, ed è strettamente imparentato con il Föhn alpino. Nasce come Libeccio, quindi come flusso umido da sud-ovest che risale dal Tirreno verso l’Appennino centrale: quando l’aria impatta contro i rilievi è costretta a salire di quota, si espande e si raffredda in modo adiabatico fino a raggiungere la saturazione, formando nubi ed eventualmente precipitazioni sul versante occidentale.
In questa fase, la condensazione del vapore acqueo libera calore latente, parte dell’umidità viene persa sotto forma di pioggia o neve e la massa d’aria si asciuga progressivamente. Una volta superata la cresta appenninica, l’aria scende lungo il versante orientale verso le vallate interne e la costa adriatica: qui non avvengono più condensazione e precipitazioni, quindi la discesa avviene secondo il gradiente adiabatico secco, con un riscaldamento di circa un grado ogni cento metri di quota persa.
Il risultato è che, arrivando in pianura e sulla costa, l’aria risulta più calda e molto più secca rispetto a quando è partita dal Tirreno, dando luogo a un vento teso o forte, spesso con raffiche intense, che può far impennare le temperature massime in poche ore e abbassare sensibilmente l’umidità relativa. In termini sinottici il Garbino si manifesta spesso in situazioni pre-frontali, quando una saccatura atlantica o una depressione richiama correnti di Libeccio sul Tirreno: sull’Abruzzo e sul medio Adriatico questo si traduce in cieli in genere poco nuvolosi, clima insolitamente caldo e secco per il periodo e vento a tratti burrascoso, che spesso precede il successivo peggioramento con l’arrivo del fronte freddo e il calo termico.
Questi i valori massimi di temperatura registrati poco fa in Abruzzo:
- +28°C a Atessa (Val di Sangro)
- +27.2°C a Tollo
- +26.7°C a Chieti
- +26.3°C a Pianella
- +25.8°C a San Giovanni Teatino
- +25.6°C a Castiglione a Casauria, Fara Filiorum Petri
- +25.3°C a Casoli
- +25.1°C a Loreto Aprutino
- +25.0°C a Bussi sul Tirino, Lanciano
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