Meteo, Microburst spettacolare ad Afif: tempesta di sabbia, grandine e arcobaleno nel cielo dell’Arabia Saudita | VIDEO

Un violento microburst colpisce la zona di Afif, a ovest di Riyadh, tra raffiche improvvise, pioggia torrenziale e un inaspettato arcobaleno sopra il deserto
Arabia Saudita, Microburst spettacolare ad Afif

Scene quasi surreali nel cuore dell’Arabia Saudita: un violento microburst ha investito l’area di Afif con pioggia e grandine, trasformando il paesaggio desertico in un mosaico di acqua e ghiaccio, mentre un arcobaleno luminoso si accendeva ai margini del temporale. In pochi minuti il cielo è passato dal sole al buio, con violentissime raffiche rettilinee e una ‘colonna’ di precipitazioni che si è abbattuta sul suolo, lasciando dietro di sé danni e immagini spettacolari condivise sui social. Il fenomeno si è verificato durante un violento temporale che ha interessato il settore interno dell’Arabia Saudita, in un periodo dell’anno in cui, accanto al clima generalmente secco, possono svilupparsi celle convettive molto intense.

Su Afif una di queste celle ha prodotto un microburst, cioè una microraffica discendente: una colonna di aria fredda e più densa che precipita rapidamente dal cumulonembo verso il suolo, espandendosi poi in tutte le direzioni e generando forti venti lineari in un’area di pochi chilometri. Le raffiche, concentrate in un breve intervallo di tempo, possono superare i 100 km/h, con capacità di rovesciare veicoli leggeri, spezzare rami e sollevare polvere e detriti, specie in contesti semi-aridi come quello saudita.

Nel caso di Afif, la microraffica è stata accompagnata da rovesci di pioggia e grandine così intensi da imbiancare strade e campi, con una visibilità crollata in pochi istanti e forti disagi alla circolazione. I video circolati online mostrano una vera e propria ‘cortina’ di fenomeni meteorici scendere dalla base grigia del cumulonembo, con la pioggia che si allarga a ventaglio una volta raggiunto il suolo, tipico segnale di un downburst di piccola scala. Allo stesso tempo, l’aria fredda in uscita dal microburst ha contribuito a sollevare sabbia e polvere secca ai margini del nucleo temporalesco, dando origine a scenari caotici, tra cielo plumbeo e fulmini.

Proprio in questa cornice di forte dinamicità si è ‘acceso’ uno spettacolare arcobaleno, perfettamente visibile dalle persone che si trovavano appena distanti dal nucleo più intenso della tempesta. Perché l’arcobaleno si formi, servono pioggia davanti all’osservatore e il Sole alle spalle, a un’altezza relativamente bassa: condizioni che in primavera, tra pomeriggio e tardo pomeriggio, sono frequenti anche sulle regioni interne saudite. Nel caso di Afif, una schiarita verso il Sole ha permesso ai raggi di attraversare la cortina di pioggia, con la luce che è stata rifratta e riflessa dalle goccioline, scomponendosi nei classici colori dell’arcobaleno sul bordo del temporale.

La coesistenza tra microburst e arcobaleno non è quindi una contraddizione, ma l’espressione di due facce della stessa ‘medaglia’, ossia il temporale: da un lato la violenza delle correnti discendenti, che concentrano in pochi minuti vento e precipitazioni estreme; dall’altro la capacità della pioggia di trasformarsi in spettacolo di luce quando le condizioni diventano favorevoli. È proprio questa contrapposizione, tra la furia del vento sotto la base del cumulonembo e la delicatezza dell’arcobaleno che si forma poco più in là, a rendere così iconiche le immagini arrivate da Afif.

Gli episodi come quello osservato ad Afif ricordano quanto la primavera possa essere una stagione di forti contrasti anche sulla Penisola Arabica: giornate in prevalenza stabili e soleggiate possono essere bruscamente interrotte da violenti temporali, con grandinate, flash floods, tempeste di sabbia e fenomeni intensi come downburst e microburst.

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