Immaginate di guidare tra canyon con muri ‘bianchi’ alti fino a 7-10 metri, a metà maggio: questa foto cattura esattamente i corridoi di neve scavati sulla strada del Lago Craterico di Nemrut, a Bitlis. Le squadre di soccorso hanno dovuto aprire veri tunnel nella neve con le turbine, per superare un inverno record con oltre 9,5 metri di accumulo totale, un’impresa epica per ‘contrastare’ il regime nivometrico estremo dell’Anatolia orientale. La Caldera di Nemrut, secondo lago craterico più grande al mondo tra Tatvan, Ahlat e Güroymak, si trasforma ogni anno in una vera e propria ‘fortezza‘ innevata: vento e valanghe ammassano la neve fino a bloccare completamente la strada fino a primavera inoltrata.
Potrebbe apparire come una finzione hollywoodiana, ma è la realtà: questi scenari da documentario nascono dalle condizioni uniche di Doğu Anadolu, dove nevicate eccezionali sfidano i soccorsi. Queste immagini hanno già conquistando i social, ricordandoci come il clima estremo trasformi paesaggi iconici in avventure proibite.
Questo, però, non è un caso isolato: già nel 2021 lungo lo stesso percorso i muri di neve raggiunsero i 10 metri di altezza, mentre nel febbraio 1976 Bitlis registrò un picco nazionale di 3,41 metri in un singolo evento, e a gennaio 2026 l’accumulo parziale toccò i 4,26 metri in pieno centro. Questi estremi registrati nell’Anatolia orientale, amplificati dal clima continentale rigido, rendono la strada una vera e propria impresa proibita che sfida pale meccaniche e soccorsi.
