Nuovo nucleare in Italia: Pichetto fissa l’orizzonte temporale per l’energia dai nuovi reattori

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a margine del Sustainable Economy Forum di San Patrignano, fissa l’orizzonte temporale per l’energia dai nuovi reattori

L’energia dal nuovo nucleare potrebbe arrivare “verso la metà del prossimo decennio”, con un orizzonte che, secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, guarda realisticamente al 2033 o al 2034, “ad essere ottimisti”. È questo il passaggio centrale delle dichiarazioni rilasciate dal ministro a margine del convegno “Sustainable Economy Forum”, in corso a San Patrignano. Il tema è quello del ritorno del nucleare in una forma diversa rispetto al passato: non più grandi centrali, ma tecnologie di nuova generazione, in particolare i cosiddetti Small Reactors e Advanced Reactors. Una prospettiva che, nelle parole del ministro, richiede ancora tempo prima di poter passare dalla fase sperimentale all’industrializzazione del sistema.

Le parole del ministro al Sustainable Economy Forum

Pichetto Fratin ha spiegato che i tempi per vedere energia prodotta dal nuovo nucleare non sono immediati e che, anche in uno scenario ottimistico, bisogna guardare al prossimo decennio.

Energia dal nuovo nucleare? “Verso la metà del prossimo decennio. Ovviamente gli ottimisti possono anche dire prima; io credo che visto che stiamo parlando di un nuovo nucleare, quello che non vede più le grandi centrali ma i cosiddetti Small Reactors, Advanced Reactors, che sono i primi in fase di sperimentazione a livello mondiale, prima di arrivare all’industrializzazione del sistema andiamo a ragionare su fine di questo decennio, inizio anni ’30 per cominciare il ragionamento, quindi parliamo di 2033, 2034 ad essere ottimisti”. 

La dichiarazione, pronunciata a margine del Sustainable Economy Forum di San Patrignano, chiarisce dunque che il percorso verso l’eventuale utilizzo del nuovo nucleare non viene presentato come una soluzione immediata, ma come un processo legato allo sviluppo industriale di tecnologie che sono ancora ai primi passaggi di sperimentazione internazionale.

Small Reactors e Advanced Reactors al centro del nuovo scenario

Il ministro ha posto l’accento sulla differenza tra il nucleare tradizionalmente associato alle grandi centrali e quello che oggi viene indicato come nuovo nucleare. Il riferimento è ai Small Reactors e agli Advanced Reactors, tecnologie che, secondo quanto affermato da Pichetto Fratin, sono “i primi in fase di sperimentazione a livello mondiale”.

È proprio questo elemento a determinare la cautela sui tempi. Prima di poter parlare di energia effettivamente prodotta da questi sistemi, ha sottolineato il ministro, sarà necessario arrivare all’industrializzazione del sistema. Un passaggio che, nella valutazione espressa a San Patrignano, colloca l’avvio del ragionamento operativo tra la fine di questo decennio e l’inizio degli anni Trenta.

Nuovo nucleare, una prospettiva legata all’industrializzazione

Il riferimento all’industrializzazione del sistema è centrale nelle parole del ministro. Pichetto Fratin ha infatti distinto la fase attuale, caratterizzata dalla sperimentazione a livello mondiale, dalla fase successiva, necessaria per rendere queste tecnologie concretamente utilizzabili su scala industriale.

Il messaggio emerso dal Sustainable Economy Forum è quindi duplice: da un lato il governo guarda al nuovo nucleare come a una prospettiva futura, dall’altro riconosce che i tempi tecnici e industriali non consentono di immaginare risultati immediati. Anche nella lettura più favorevole, la data da tenere in considerazione è quella del 2033-2034.