Oltre i confini della ISS: nuova passeggiata spaziale russa tra astrofisica e biologia

Passeggiata spaziale il 27 maggio per Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev: installeranno un radiotelescopio solare e recupereranno esperimenti record rimasti in orbita per anni
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Il 27 maggio la Stazione Spaziale Internazionale sarà teatro di una complessa operazione extraveicolare che vedrà protagonisti i cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev. Questa missione rappresenta un passo avanti fondamentale per la ricerca astrofisica e biotecnologica condotta in orbita bassa terrestre, focalizzandosi su obiettivi scientifici di lungo termine. Equipaggiati con le tute di ultima generazione Orlan-MKS, rispettivamente la numero 7 e la numero 6, i 2 specialisti di Roscosmos affronteranno diverse ore di lavoro nel vuoto cosmico per potenziare le capacità tecniche del segmento russo. Mentre Andrei Fedyaev coordinerà i movimenti dall’interno gestendo la console del braccio robotico ERA, i suoi colleghi all’esterno si muoveranno tra i moduli Zvezda, Nauka e Poisk per completare installazioni cruciali. Si tratta di un intervento di altissimo profilo che richiede una preparazione meticolosa e una coordinazione perfetta tra l’equipaggio e il centro di controllo a terra. La finestra temporale per l’apertura del portellone inizierà ufficialmente alle ore 17:15 di Mosca, dando il via a una serie di compiti che spaziano dallo studio dell’attività solare alla verifica della sopravvivenza biologica in condizioni estreme.

Un occhio sul Sole: l’apparato “Solntse-Terahertz”

Uno dei compiti principali della passeggiata spaziale riguarda l’installazione di un nuovo strumento di precisione sul modulo “Zvezda”. I cosmonauti monteranno l’apparato scientifico denominato “Solntse-Terahertz”, un radiotelescopio dal peso di circa 50 chilogrammi. Lo strumento sarà puntato direttamente verso il Sole con l’obiettivo di fornire dati inediti sulla natura dei brillamenti solari. Attraverso questa tecnologia, gli scienziati sperano di migliorare drasticamente la capacità di prevedere queste potenti emissioni di energia, che possono influenzare le comunicazioni satellitari e le reti elettriche sulla Terra.

Semiconduttori e sopravvivenza biologica nel vuoto

La missione prevede anche una fase dinamica che sfrutterà le potenzialità della tecnologia robotica europea. Il braccio meccanico ERA sposterà uno dei cosmonauti verso il modulo “Nauka” per l’esperimento “Ekran-M”. Qui verrà recuperata una cassetta contenente substrati su cui si è formato uno strato di arseniuro di gallio, un semiconduttore cresciuto sfruttando il vuoto cosmico estremo. Questo processo permette di ottenere materiali di purezza inarrivabile sul nostro pianeta, aprendo la strada all’elettronica del futuro.

Infine, l’attenzione si sposterà sul modulo “Poisk” per il recupero dell’esperimento “Biorisk”. I cosmonauti preleveranno un contenitore che è rimasto esposto all’ambiente spaziale per quasi 5 anni. Al suo interno, scienziati e ricercatori analizzeranno lo stato di batteri, semi e cisti di crostacei per comprendere come la vita possa resistere a periodi prolungati di radiazioni e vuoto assoluto, fornendo dati essenziali per le future missioni di esplorazione verso Marte e oltre.