Palermo, sette persone intossicate dopo aver mangiato tonno rosso: un paziente è in terapia intensiva

Un caso di sospetta intossicazione alimentare da istamina scuote Palermo: il tonno rosso sarebbe stato acquistato in una pescheria già individuata dai carabinieri del Nas

Sono sette le persone rimaste intossicate a Palermo dopo aver mangiato tonno rosso. Tra loro, una persona risulta in condizioni più gravi ed è stata ricoverata in terapia intensiva. È questo l’elemento più rilevante emerso nelle ultime ore, in un caso su cui sono ora in corso accertamenti da parte dei carabinieri del Nas e del comando provinciale di Palermo. Secondo quanto ricostruito finora, l’intossicazione sarebbe collegata al consumo di tonno rosso che potrebbe aver contenuto un livello elevato di istamina, sostanza che può svilupparsi nel pesce in determinate condizioni di conservazione e che, se presente in quantità elevate, può provocare sintomi anche importanti nei consumatori.

Un paziente in terapia intensiva: è il caso più grave

Tra le sette persone coinvolte, una è stata trasferita in terapia intensiva ed è indicata come la più grave. La notizia ha acceso l’attenzione delle autorità sanitarie e investigative, perché il quadro clinico del paziente rappresenta al momento l’aspetto più preoccupante dell’intera vicenda.

Le altre persone intossicate sono comunque finite sotto osservazione dopo aver consumato il tonno rosso. Tre delle sette persone appartengono allo stesso nucleo familiare, un dettaglio che contribuisce a delineare il possibile percorso dell’alimento consumato e a ricostruire la catena degli acquisti e della distribuzione.

Individuata la pescheria dove sarebbe stato acquistato il tonno

I carabinieri del Nas di Palermo hanno individuato la pescheria in cui sarebbe stato acquistato il tonno rosso consumato dalle persone poi rimaste intossicate. L’attività rientra negli accertamenti avviati per chiarire l’origine del prodotto e verificare se vi siano state eventuali criticità nella conservazione o nella commercializzazione del pesce.

La pescheria è quindi al centro delle verifiche degli investigatori, che stanno lavorando per ricostruire tutti i passaggi della filiera. L’obiettivo è capire se il prodotto sequestrato sia effettivamente collegato ai casi di intossicazione alimentare registrati a Palermo e se il livello di istamina possa aver avuto un ruolo determinante.