Può sembrare controintuitivo, ma una nuova ricerca suggerisce che la riduzione dell’inquinamento atmosferico potrebbe contribuire all’indebolimento del Capovolgimento della Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC). Si tratta del sistema di correnti oceaniche che agisce come un gigantesco nastro trasportatore, spostando le acque superficiali calde verso nord e le acque profonde fredde verso sud. È già noto che l’aumento delle concentrazioni di gas serra come l’anidride carbonica e il metano indebolisce l’AMOC. Ma secondo uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research: Climate, tale indebolimento potrebbe essere accelerato dalla riduzione dell’inquinamento atmosferico, in particolare di inquinanti come l’anidride solforosa e il carbonio nero, che si diffondono sull’Europa e sul Nord America.
Un team internazionale di ricercatori ha utilizzato otto diversi modelli climatici per osservare come le variazioni dell’inquinamento atmosferico di origine antropica influenzino la forza dell’AMOC. Sono state eseguite 80 simulazioni, analizzando gli scenari globali e regionali tra il 2015 e il 2050, in base a due ipotesi principali: una con forti misure di controllo dell’inquinamento atmosferico e l’altra con misure di controllo meno rigorose.
L’aria più pulita potrebbe essere un problema
Il team ha scoperto che la riduzione dell’inquinamento atmosferico a livello globale causerà un indebolimento dell’AMOC di circa il 6% entro la metà del secolo. Questa riduzione si aggiunge all’indebolimento già causato dai gas serra. Tuttavia, questo effetto varia a seconda della zona geografica.
L’impatto sull’AMOC è stato maggiore quando l’inquinamento è stato ridotto in Nord America ed Europa, seguiti da Africa, Medio Oriente e Asia orientale. Nell’Asia meridionale, la riduzione delle emissioni ha un effetto statisticamente minimo sulla corrente. Come osservano i ricercatori nello studio, “gli sforzi per migliorare la qualità dell’aria, in particolare intorno al bacino atlantico ma anche in zone più remote dell’Asia orientale, contribuiranno al futuro indebolimento dell’AMOC”.
Quindi cosa sta succedendo?
Secondo lo studio, gli aerosol agiscono come una sorta di parasole temporaneo che riduce la quantità di luce solare che raggiunge l’oceano. Quando questo inquinamento viene eliminato, la luce solare in eccesso riscalda l’Atlantico settentrionale, alterando l’equilibrio termico necessario per mantenere in movimento la corrente. “Le perturbazioni degli aerosol caratterizzate da un ERF (Emission Response Force) positivo maggiore nell’Atlantico settentrionale sono associate a un maggiore indebolimento dell’AMOC”, concludono gli scienziati.
La ricerca ha messo in luce un dilemma paradossale. Da un lato, dobbiamo eliminare l’inquinamento atmosferico per proteggere la salute umana. Tuttavia, così facendo, rischiamo di aggravare gli effetti del cambiamento climatico. In definitiva, questi risultati pongono i decisori politici di fronte a una sfida monumentale: trovare il modo di ripulire l’aria che respiriamo senza influenzare in modo indesiderato i principali sistemi di circolazione oceanica.
