Per Plastic Free Onlus la risoluzione approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite rappresenta molto più di un passaggio diplomatico: è un segnale politico, culturale e giuridico destinato a incidere sul modo in cui la comunità internazionale affronta la crisi climatica, l’inquinamento da plastica e la tutela dei diritti umani. L’associazione di volontariato, impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica e nella sensibilizzazione ambientale, oggi presente in 40 Paesi nel mondo, legge il voto dell’ONU come una conferma della necessità di rafforzare le politiche ambientali e tradurre i principi internazionali in scelte concrete.
La risoluzione sostiene il pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia, che nel luglio 2025 aveva stabilito l’obbligo degli Stati di proteggere l’ambiente e contrastare il cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra e l’abbandono progressivo dei combustibili fossili.
De Gaetano: tutela ambientale e diritti umani sono ormai inseparabili
“Questa risoluzione riafferma con forza che non esiste più separazione tra tutela ambientale e tutela dei diritti umani – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Chi inquina, devasta ecosistemi o rallenta la transizione ecologica non sta compromettendo soltanto il pianeta, ma anche salute, sicurezza, dignità e futuro delle persone. Ora serve tradurre questi principi in politiche concrete, investimenti, educazione ambientale e scelte coraggiose”.
È proprio questo il punto centrale della reazione di Plastic Free: la tutela ambientale non può più essere trattata come un tema separato dalla vita delle persone. L’impatto della crisi climatica e dell’inquinamento riguarda la salute, la sicurezza, la dignità e il futuro delle comunità, rendendo sempre più evidente il legame tra ambiente, giustizia sociale e responsabilità politica.
Per l’associazione, il voto delle Nazioni Unite rafforza una prospettiva già al centro del lavoro quotidiano della società civile: difendere gli ecosistemi significa difendere anche i diritti fondamentali delle generazioni presenti e future.
La risoluzione ONU e il peso della giustizia climatica
Il pronunciamento sostenuto dall’ONU assume un valore particolare perché collega la protezione dell’ambiente agli obblighi degli Stati. La risoluzione, promossa da Vanuatu insieme ad altri Paesi particolarmente vulnerabili agli effetti della crisi climatica, è stata approvata con 141 voti favorevoli, 8 contrari e 28 astensioni.
Tra i Paesi che hanno votato contro figurano Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Iran, Israele, Bielorussia, Liberia e Yemen. L’Italia ha invece votato a favore della risoluzione insieme alla maggioranza degli Stati membri ONU.
Secondo il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, il voto rappresenta “una potente riaffermazione del diritto internazionale, della giustizia climatica e della scienza”.
Per Plastic Free, questa presa di posizione internazionale conferma che la crisi ambientale non può più essere letta solo come emergenza ecologica, ma deve essere affrontata come una questione di giustizia climatica, responsabilità intergenerazionale e tutela dei diritti fondamentali.
Plastic Free: la crisi ambientale è anche questione geopolitica e culturale
“Stiamo assistendo a un cambio di paradigma culturale e geopolitico – afferma Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus – La crisi ambientale non viene più letta soltanto come emergenza ecologica, ma come tema di giustizia globale, responsabilità intergenerazionale e diritti fondamentali. È un passaggio enorme anche per la società civile, per gli attivisti ambientali e per tutte le organizzazioni che da anni chiedono una governance internazionale più forte sul clima e sull’inquinamento”.
La reazione di Plastic Free Onlus insiste su un elemento chiave: il voto ONU dà forza alle richieste avanzate da anni da associazioni, attivisti e organizzazioni impegnate nella protezione dell’ambiente. La necessità di una governance internazionale più forte sul clima e sull’inquinamento diventa, in questa prospettiva, non solo una richiesta ambientalista, ma una questione di equità globale.
Il passaggio approvato dall’ONU, secondo l’associazione, rappresenta dunque un segnale importante anche per la società civile, chiamata a continuare il proprio lavoro di sensibilizzazione, educazione ambientale e pressione sulle istituzioni.
Plastica e clima: una sfida globale unica
Plastic Free sottolinea come il tema dell’inquinamento da plastica sia strettamente intrecciato alla crisi climatica. La plastica non rappresenta soltanto un problema di dispersione nei mari, nei fiumi, nei suoli e negli ecosistemi terrestri e marini: è anche il risultato di un modello produttivo legato ai combustibili fossili.
Per l’associazione, combattere la plastica significa quindi intervenire su una delle componenti della crisi ambientale globale. Dalla produzione allo smaltimento, il ciclo della plastica richiama direttamente il tema della dipendenza dal petrolio e della necessità di ridurre le emissioni.
“Ogni anno vengono prodotte oltre 400 milioni di tonnellate di plastica nel mondo e meno del 10% viene realmente riciclato – aggiunge Luca De Gaetano – Dietro la plastica c’è un modello produttivo ancora fortemente dipendente dal petrolio e dai combustibili fossili. Combattere l’inquinamento da plastica significa anche contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico”.
Dalla risoluzione alle azioni concrete sui territori
Per Plastic Free, il significato della risoluzione ONU non si esaurisce nel voto dell’Assemblea Generale. Il punto decisivo, ora, è trasformare il principio affermato a livello internazionale in politiche concrete, investimenti, educazione ambientale e scelte coraggiose.
L’associazione richiama quindi la necessità di un impegno reale da parte degli Stati e delle istituzioni, affinché la riduzione delle emissioni di gas serra, l’abbandono progressivo dei combustibili fossili e la lotta all’inquinamento diventino priorità operative.
In questa direzione, Plastic Free evidenzia anche il valore delle azioni locali: sensibilizzazione, volontariato, pulizie ambientali, educazione nelle scuole e iniziative nei territori rappresentano strumenti fondamentali per rendere concreto quel cambio di paradigma riconosciuto oggi anche sul piano internazionale.
Il plauso di Plastic Free all’Italia
L’associazione esprime apprezzamento per la posizione assunta dal Governo italiano e dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, sottolineando l’importanza del voto favorevole espresso dall’Italia in sede ONU.
“L’Italia ha scelto di stare dalla parte della responsabilità internazionale, della scienza e della tutela delle future generazioni – prosegue De Gaetano – È un segnale importante che rafforza il ruolo del nostro Paese nelle grandi sfide ambientali globali e che deve tradursi sempre più in azioni concrete sui territori”.
Per Plastic Free, il voto favorevole dell’Italia deve essere letto come un impegno da consolidare attraverso misure capaci di incidere sulle comunità locali e sulle grandi sfide ambientali globali. La responsabilità internazionale, secondo l’associazione, deve infatti trovare riscontro nella capacità di agire concretamente anche a livello nazionale e territoriale.
Vanuatu e gli Stati insulari simbolo della battaglia climatica
Plastic Free evidenzia infine il ruolo simbolico assunto da Vanuatu e dagli Stati insulari più vulnerabili, promotori di una delle battaglie diplomatiche più importanti del nostro tempo. Si tratta di Paesi che, pur essendo tra coloro che meno contribuiscono alle emissioni globali, sono tra i più esposti agli effetti della crisi climatica.
Il loro protagonismo, secondo l’associazione, rafforza il tema della giustizia globale e della responsabilità dei Paesi più influenti nelle politiche climatiche. La risoluzione ONU diventa così anche un messaggio rivolto a chi ha maggiori responsabilità nella crisi ambientale e a chi dispone degli strumenti per accelerare la transizione ecologica.
“La neutralità davanti alla crisi climatica non è più possibile”
“In un mondo sempre più colpito da eventi climatici estremi, perdita di biodiversità e disuguaglianze ambientali, questo voto delle Nazioni Unite manda un messaggio chiaro: la neutralità davanti alla crisi climatica non è più possibile”, conclude De Gaetano.
La posizione di Plastic Free Onlus è netta: il voto delle Nazioni Unite segna un passaggio che chiama in causa Stati, istituzioni, imprese e cittadini. La crisi ambientale non è più un tema rinviabile o secondario, ma una questione che riguarda il futuro delle persone, la protezione degli ecosistemi e la qualità della democrazia internazionale.
Per l’associazione, la lotta all’inquinamento da plastica si inserisce pienamente in questa sfida globale. Ridurre la plastica, proteggere l’ambiente, accelerare la transizione ecologica e difendere i diritti delle future generazioni sono parti dello stesso percorso.
