Procida, salvata una manta mediterranea grazie alla rete nata dal progetto LIFE

Cittadini, Guardia Costiera e Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno riportato in mare un esemplare di Mobula mobular avvistato in difficoltà sotto costa

Ieri mattina una manta mediterranea (Mobula mobular) è stata salvata e riaccompagnata in mare aperto lungo le coste dell’isola di Procida, grazie al tempestivo intervento congiunto di cittadini, Guardia Costiera e ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Un’operazione resa possibile dal network di segnalazione e risposta rapida attivato nell’ambito del progetto LIFE ELIFE, cofinanziato dall’Unione Europea, che si conferma ancora una volta uno strumento efficace per la tutela della biodiversità marina. L’allarme è scattato intorno alle 8 del mattino, quando alcuni residenti hanno notato la presenza dell’esemplare in evidente difficoltà vicino alla battigia di una spiaggia procidana. La segnalazione è stata immediatamente raccolta dai militari della Guardia Costiera di Procida, che hanno prontamente coinvolto i ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Grazie alla rapida collaborazione tra le diverse componenti coinvolte, l’animale è stato accompagnato fuori dalle acque basse e messo nelle condizioni di riprendere autonomamente il largo. Un intervento rapido e coordinato che ha consentito di salvare una specie simbolo del Mediterraneo, considerata rara e vulnerabile. “Il salvataggio di stamattina dimostra il valore di una rete che parte dal basso: sono i cittadini a fare la prima segnalazione, poi Guardia Costiera e ricercatori intervengono insieme, adattando la risposta a ogni situazione. È il modello che LIFE ELIFE sta costruendo per proteggere gli squali e le razze del Mediterraneo,” sottolinea Massimiliano Bottaro, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn e coordinatore del progetto LIFE ELIFE.

“Episodi come questo confermano quanto sia importante poter contare su una comunità scientifica coordinata a livello nazionale,” aggiunge Emilio Sperone, professore associato dell’Università della Calabria e coordinatore del Gruppo Ricercatori Italiani sugli Squali, Razze e Chimere (GRIS). “Squali, razze e chimere sono tra i gruppi di pesci più minacciati del Mediterraneo, e solo unendo le competenze di ricercatori, istituzioni e cittadini possiamo davvero contribuire alla loro conservazione”.

Il salvataggio della manta avvenuto a Procida assume un valore ancora più rilevante se inserito nel più ampio quadro della conservazione degli elasmobranchi nel Mediterraneo. Solo un anno fa, infatti, il bacino mediterraneo fu teatro di un eccezionale fenomeno di spiaggiamenti massivi di mobule, che provocò la morte di numerosi esemplari. Di fronte a quell’emergenza, l’Italia si distinse tra i primi Paesi ad attivare una rete coordinata di monitoraggio, segnalazione e intervento, sviluppata nell’ambito del progetto LIFE ELIFE e supportata anche dal progetto LIFE European Sharks. La rete ha coinvolto un ampio fronte istituzionale e scientifico: dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn alle Università della Calabria, Siena e Cagliari, passando per il Corpo delle Capitanerie di Porto, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente con le ARPA territoriali e diversi Istituti Zooprofilattici Sperimentali, tra cui quello di Portici.

L’episodio registrato nelle acque di Procida conferma l’importanza di una collaborazione strutturata tra istituzioni, ricerca scientifica e cittadini nella tutela della biodiversità marina. Un modello operativo che si sta rivelando fondamentale soprattutto per la salvaguardia della Mobula mobular, l’unica specie di manta presente nel Mediterraneo, classificata come “Endangered” nella Lista Rossa della IUCN e considerata tra gli elasmobranchi più vulnerabili dell’intero bacino mediterraneo.

Il progetto LIFE ELIFE

LIFE ELIFE (LIFE18 NAT/IT/000846) è un progetto LIFE Nature co-finanziato dall’Unione Europea, dedicato alla conservazione degli elasmobranchi nel Mediterraneo attraverso la riduzione delle catture accidentali nella pesca, lo sviluppo di buone pratiche di rilascio, la formazione degli operatori del settore e il rafforzamento delle reti di monitoraggio e intervento. La Stazione Zoologica Anton Dohrn partecipa al progetto in qualità di partner scientifico.